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20 giugno 2010
Giornata mondiale del rifugiato
Barbera: "Il rispetto del diritto d'asilo e l'accoglienza sono alla base della democrazia e della civiltà di qualunque popolo. è necessario che governi e istituzioni lavorino per garantire il diritto alla vita in ogni parte del pianeta".

 

Roma, 19 giugno 2010 - In occasione della Giornata mondiale del rifugiato che si celebra domani, 20 giugno 2010, Guido Barbera, presidente di Solidarietà e Cooperazione CIPSI, coordinamento di 47 associazioni di solidarietà e cooperazione internazionale, dichiara: “Sono 43,3 milioni, secondo il rapporto statistico annuale dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), “Global Trends 2009, le persone costrette alla fuga da guerre e persecuzioni alla fine del 2009. Uomini e donne costretti a fuggire in condizioni spesso disperate dalle loro case, dalla loro vita, di frequente privati dei loro diritti fondamentali, come l'accesso ad un territorio sicuro e alla protezione sociale e legale. Il rispetto del diritto d'asilo e l'accoglienza sono alla base della democrazia e della civiltà di qualunque popolo".

 

"In Italia, secondo il Rapporto Unhcr, i rifugiati sono 55mila - prosegue Barbera -, una cifra bassa rispetto ad altri paesi dell'Unione europea. Questo dipende anche dalle politiche migratorie scellerate messe in atto dal governo del nostro paese. I diritti dei rifugiati sono minacciati dai respingimenti, anticostituzionali e contrari alla Convenzione di Ginevra e al diritto d'asilo, dalle tendenze di esclusione, dalla negazione dei diritti fondamentali e dall'equazione migrante uguale criminalità. Politiche che rendono sempre più difficoltoso l'inserimento regolare dei migranti nella società, generando sacche di razzismo e intolleranza allarmanti".

 

In questo quadro si aggiungono i cosiddetti "rifugiati ambientali", che secondo le stime del 2010 dovrebbero aver raggiunto i 50 milioni, considerati veri e propri "prigionieri" dell'ambiente: "Sono i profughi dell'acqua e del clima - commenta Barbera - costretti a scappare dalle loro terre di origine a causa della mancanza di acqua e dei cambiamenti climatici, di eventi meteorologici estremi, alluvioni, uragani, siccità, desertificazione e a causa delle guerre per il controllo delle materie prime, tra cui l'acqua. In molte zone del mondo si stanno già combattendo le guerre per l'acqua, basti pensare alla zona del Nilo in Egitto, che potrebbero determinare un incremento notevole nei prossimi anni di rifugiati e profughi in fuga verso la sopravvivenza. A pagare le conseguenze della scarsità di acqua è l’intero pianeta terra. Se gli esseri umani, infatti, soffrono la sete, le altre specie viventi rischiano l’estinzione. Il mondo ha già perso più della metà della biodiversità degli ecosistemi di acqua dolce dal 1970 al 2000, più che per quelli terrestri e marini.

 

Per contrastare tali avvenimenti, per promuovere una società dei diritti e dell'accoglienza, è necessario dare sostegno alla cooperazione internazionale, che è volano di integrazione e dialogo, aumentando e non diminuendo le risorse ad essa destinate. Chiediamo ai governi e alle istituzioni internazionali che adottino immediatamente politiche concrete e adeguate per contrastare le tendenze in atto, arginare il fiume di profughi costretti ad abbandonare la propria casa, garantire il diritto alla vita. Così che ogni individuo abbia la possibilità di costruire una vita dignitosa per sé in ogni parte del pianeta".

 

Per informazioni: Ufficio stampa Solidarietà e Cooperazione CIPSI, tel. 06.5414894, mail: ufficiostampa@cipsi.it e info@cipsi.it, web: www.cipsi.it

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