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Dal G8 nessuna garanzia per il diritto all'acqua
Non è stata accolta la lettera-appello firmata da Nobel e Oscar italiani
All’appello, promosso dal Contratto mondiale sull'acqua, ha aderito anche il Cipsi. Si può continuare a sottoscrivere l'appello per garantire a tutti l’acceso all’acqua di buona qualità e ai servizi sanitari, inviando una mail a info@contrattoacqua.it

 

Milano, 10 luglio 2009 - Nulla di fatto nell’accordo del G8 per l’Africa, in cui ancora una volta non viene riconosciuto il diritto all’acqua, non vengono stanziate risorse aggiuntive e non si smentisce la strategia di affidare al mercato finanziario l’accesso all’acqua per tutti.

 

"L’accordo sull’acqua – dichiara Emilio Molinari presidente del Comitato italiano per il contratto mondiale sull’acqua - sottoscritto dai paesi del G8 con alcuni leader africani - Egitto, Algeria, Angola, Nigeria, Senegal, Sudafrica Libia ed Etiopia - non introduce nessuna novità, non assume impegni precisi, né ha accolto le proposte contenute nell’appello del Comitato italiano al presidente Obama sottoscritto dai premi Nobel italiani Rita Levi Montalcini e Dario Fo e dai premi Oscar Nicola Piovani e Bernardo Bertolucci e da più di un centinaio di uomini e donne della cultura e società civile italiana che il Comitato italiano desidera ringraziare".

 

Nulla di nuovo anche rispetto alle strategie con cui si pensa di garantire l’acceso all’acqua di buona qualità e ai servizi sanitari per le popolazioni africane più povere.

Si adottano, infatti, gli stessi meccanismi – il coordinamento dei donatori internazionali, la mobilitazione degli investimenti necessari alla costruzione delle infrastrutture tramite i mercati finanziari, le partnership pubblico-private - già previsti per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e dimostratisi fallimentari: non hanno infatti consentito di dimezzare il numero di persone prive di accesso all’acqua.

 

Delude inoltre, il fatto che il tema dell’acqua previsto nell’agenda del G8, sia stato discusso solo limitatamente al problema dello sviluppo e della lotta alla povertà nel continente africano e che la crisi idrica mondiale e il diritto all’acqua non siano stati inseriti tra le priorità dell’agenda di Copenhagen così come i conseguenti impegni finanziari, fatte salvo le specifiche preoccupazioni espresse dai paesi in via di sviluppo per i possibili effetti dei cambiamenti climatici.

Nessun diritto in più, né goccia d’acqua garantita per gli assetati del mondo che avrebbero richiesto dal vertice dell’Aquila l’assunzione di impegni più mirati e l’avvio di un nuovo percorso nelle strategie da adottare per contrastare povertà e cambiamenti climatici a partire da Copenhagen.

 

Si può continuare a sottoscrivere l'appello inviando l'adesione al Comitato Italiano per un Contratto mondiale sull'acqua: info@contrattoacqua.it

 

 

Per informazioni:

Nicola Perrone, Francesca Tacchia - Ufficio stampa Cipsi – tel.06.5414894, mail: ufficiostampa@cipsi.it, info@cipsi.it

 

Rosario Lembo, Cristina Sossan - Comitato italiano Contratto Mondiale sull’acqua – Onlus , tel. 02-48703730, fax 02.4079213, mail : segreteria@contrattoacqua.it

 


Milano, 7 luglio 2009 – "Nei prossimi decenni, se la comunità internazionale e la politica continueranno a rifiutare il riconoscimento del diritto all’acqua ed a delegare al mercato azionario il governo delle risorse idriche del pianeta Terra, si assisterà a catastrofi dalle conseguenze imprevedibili, come ha già dichiarato l’ONU nel 2006. Questa denuncia è contenuta nell’appello promosso dal Comitato italiano per un Contratto mondiale per l’acqua - Onlus, fatto pervenire al presidente Obama in occasione del G8 de L’Aquila, sottoscritto da alcuni Premi Nobel e Oscar e da centinaia di artisti, giornalisti, docenti, ricercatori, professionisti e associazioni italiane.

L’appello prosegue ricordando che "metà della popolazione mondiale non avrà accesso all’acqua e metà della domanda d’acqua resterà senza risposta. Si assisterà ad un incremento dei flussi migratori" e si stima che 200-300 milioni di persone saranno costrette a spostarsi nel mondo dando origine a conflitti sull’acqua. "Prevenire i conflitti connessi al mancato accesso all’acqua potabile ed il rischio di una crisi idrica mondiale è, in questa fase storica, il compito primario della politica e delle Istituzioni internazionali".

Questo si affianca alla sempre più necessaria e irrinunciabile lotta alla povertà che non può limitarsi alla sua riduzione. I poveri che vivono con meno di un dollaro al giorno, sono quelli che restano esclusi dall’accesso all’acqua potabile e dai servizi igienico sanitari perché non possono sostenerne i costi.

"E’ sulla base di questa nostra convinzione - afferma il Presidente del Contratto Mondiale sull’acqua Emilio Molinari, - che abbiamo voluto rivolgere il nostro appello a Lei, Presidente Obama, che ha ridato alla politica il senso degli interessi generali. "Lei ha parlato di sanità pubblica come di un bene comune ed inaugurato l’era della quale ai contrasti si risponde con il parliamone".

"Con il nostro appello – prosegue Molinari, vorremmo rivolgerLe quattro semplici richieste sull’acqua e ci aspettiamo che l’era del "parliamone", da Lei avviata si traduca in capacità da parte della "politica" di ascoltare, affrontare e rispondere agli interrogativi sul futuro dell’acqua e della lotta alla povertà".

L’invito al Presidente Obama ad "affrontare le sfide dell’acqua" lanciato dal Comitato italiano per il Contratto Mondiale sull’acqua, è stato infatti sottoscritto dai Premi Nobel Rita Levi Montalcini e Dario Fo, dai Premi Oscar Bernardo Bertolucci e Nicola Piovani ed ha trovato il consenso di più di cento personalità del mondo della cultura e della società civile.

L’appello si conclude con la richiesta che a partire dal vertice del G8, siano inseriti tra le priorità della Comunità internazionale e dell’agenda politica, i temi della crisi idrica e l’urgenza di avviare un percorso internazionale per il riconoscimento del diritto all’acqua per tutti e la salvaguardia delle risorse idriche come patrimonio dell’umanità.

Scarica la lettera integrale inviata al presidente Obama con l'elenco dei primi firmatari (.pdf)

Scarica il comunicato stampa e la lettera in inglese (.doc)

Scarica la rassegna stampa (.pdf) aggiornata al 10 luglio 2009

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