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IL VIAGGIO DEL CIPSI E DI CHIAMA L'AFRICA IN SENEGAL

 

UN NUOVO PATTO DI SOLIDARIETÀ TRA EUROPA E AFRICA: CONCLUSO IL VIAGGIO

BARBERA (PRESIDENTE CIPSI): "CON QUESTA ASSEMBLEA, PROLUNGATA LUNGO GLI INCONTRI DI 15 GIORNI DI VIAGGIO IN SENEGAL, ABBIAMO DATO IL VIA A NUOVE FORME DI RELAZIONI TRA POPOLI DIVERSI, I QUALI, INSIEME, POSSONO DIVENIRE L'INIZIO DI UNA NUOVA COOPERAZIONE E NUOVE RELAZIONI ANCHE ECONOMICHE".

 

Roma, 14 gennaio 2009 "I percorsi della musica e della memoria con l’Africa dei Griots e dei maestri della parola alla scoperta di nuove relazioni in Senegal": si è concluso positivamente il viaggio in Senegal  promosso dal Cipsi – coordinamento di 47 associazioni di solidarietà internazionale – e da Chiama l’Africa, iniziato il 27 dicembre 2008 con il seminario internazionale "Per un nuovo contratto umano e sociale tra Africa ed Europa".

Guido Barbera, presidente del Cipsi, rientrato in Italia insieme a tutta la delegazione, ha dichiarato: "Oggi più che mai sentiamo la necessità di un nuovo modello di società, di relazioni e di rapporti commerciali ed economici. Per questo, fare cooperazione significa mettersi in atteggiamento di dialogo e di ascolto. Evitare che la cooperazione diventi volano non dell'uguaglianza, bensì di disuguaglianze. Con questa Assemblea, prolungata lungo gli incontri di 15 giorni di viaggio in Senegal, abbiamo dato il via a nuove forme di relazioni tra popoli diversi, i quali, insieme, possono divenire l'inizio di nuove relazioni anche economiche. In questo tempo di grandi cambiamenti, dove i processi di globalizzazione tendono a far incontrare popoli, storie e culture diverse, è necessario conoscersi, riflettere ognuno sulla propria identità storica e culturale e cercare insieme i luoghi dell'incontro, della comunicazione e del dialogo. E' il tempo in cui, lo si voglia o no, siamo costretti all'incontro. Il modo in cui avviene questo incontro è dato dalla capacità di ascoltarsi, di conoscersi e di stimarsi al di là delle differenze. La cooperazione internazionale, vista e vissuta come incontro e relazione, può diventare il volano di una nuova convivenza, che rispetti i diritti e le identità di tutti e che nello stesso tempo tenda a coinvolgere tutti in un progetto umano comune. Un nuovo patto umano e sociale tra europei ed africani è stato lanciato a Pikine. È nata una nuova rete, una nuova proposta di cooperazione. Ripartire dalle origini. Ripartire dalla persona".

 

Ufficio Stampa:

Nicola Perrone (329.0810937) e Francesca Tacchia (333.4639450)


Tambacunda (Senegal), 7 gennaio 2009 "I percorsi della musica e della memoria con l’Africa dei Griots e dei maestri della parola alla scoperta di nuove relazioni in Senegal": è questo l’obiettivo del viaggio in Senegal in corso in questi giorni promosso dal Cipsi – coordinamento di 47 associazioni di solidarietà internazionale – e da  Chiama l’Africa, iniziato il 27 dicembre 2008 con un seminario internazionale "Per un nuovo contratto umano e sociale tra Africa ed Europa", e che si concluderà l’11 gennaio 2009.

Dopo dieci intensi giorni di incontri con la realtà africana, con le associazioni, con i consigli dei saggi dei villaggi, con i griots, oggi la delegazione italiana è a Tambacunda, in Casamance: di fatto il viaggio inizia concretamente a costruire un nuovo patto di solidarietà tra Europa e Africa, all’insegna dello scambio e di nuove relazioni tra i popoli africani ed europei. È un  viaggio di  conoscenza diretta  e di incontro, di ascolto e di dialogo. Un modo  per immergersi nella cultura africana, nella musica, nella danza, nelle tradizioni e nella memoria con i Griots, depositari della storia africana, e i maestri della parola.

Ieri si è svolto uno dei momenti più significativi del viaggio, l’incontro con il Consiglio dei Saggi del villaggio di Sarè Buka: un’assemblea all’aperto, sotto un grande albero di baobab, dove il "benessere" coesiste con la tradizione millenaria e la saggezza. L’immagine dell’Africa: ci fa capire che questo continente - che viene spesso descritto come sofferente, afflitto da carestie, in cui imperversano fame, povertà e malattie - non è solo questo. I Saggi del villaggio trasmettono un modo di vivere semplice, ci dicono che "L’Africa prima di aver bisogno di aiuti, reclama la propria dignità. Vogliamo essere ascoltati integrando le tradizioni con la modernità. Ma solo partendo dalle radici, dalla conoscenza e dal rispetto della nostra storia, potremo imparare a vivere bene. Per noi ‘vivere bene’ non è solo un fatto economico, ma l’insieme degli aspetti della persona: etica, società, valori, economia … tutto unito. Per questo dobbiamo ripartire dalle nostre tradizioni e  dai nostri  valori". E ci raccontano il modo come è organizzato il villaggio, l’importanza del perdono, la gestione dei conflitti in modo pacifico e amichevole. Ne esce una profonda capacità di accoglienza e un’immagine dell’Africa umana e sociale positiva, in cammino, che desidera un’evoluzione che unisca modernità e tradizione.

A Bignona – alla periferia di Zinguinchor – il 5 gennaio in un’assemblea composta da autorità locali, associazioni, consigli dei villaggi ci è stato detto con molta chiarezza dal Sindaco: "La nuova cooperazione internazionale deve basarsi su un nuovo partenariato basato sulla relazione tra persone e popoli, sul rafforzamento della società civile non governativa. Soprattutto sono tre i soggetti  del cambiamento: le associazioni locali africane, le associazioni non governative del Nord del mondo, le associazioni degli immigrati – che dovranno essere il nuovo soggetto della società civile che fa cooperazione e solidarietà".   

Da Zinguinchor il presidente della Regione Casamance - nell’incontro con la delegazione italiana – ha sottoscritto e rilanciato la proposta emersa nel documento-appello conclusivo del seminario di Dakar (28-30 dicembre 2008): "Le donne africane sono emarginate, ma costituiscono l’elemento portante della vita della comunità. Per questo sottoscriviamo l’appello per dare loro il Premio Nobel per la pace 2009.  Le donne africane hanno un ruolo fondamentale per le relazioni tra le persone e con la natura, per promuovere e difendere ogni giorno il diritto alla vita".

Dopo il seminario internazionale di Dakar la delegazione italiana si è recata a Zinguinchor in Casamance, con un viaggio in bus durato 17 ore, compreso l’attraversamento della frontiera e del fiume Gambia: un contatto immediato e diretto, un’avventura che ha permesso ai partecipanti di immergersi nel cuore dell’Africa.  

La delegazione italiana rimarrà in Senegal fino al 10 gennaio all’insegna dello scambio e di nuove relazioni tra i popoli africani ed europei. Stasera concerto a Tambacunda con i principali griots della regione.

Guido Barbera, presidente del Cipsi, ha dichiarato: "È giunto il momento di voltare pagina e ripartire con un nuovo partenariato, per riscrivere una nuova storia tra Africa ed Europa. Per una nuova cooperazione internazionale con l’Africa, basata sulla relazione tra persone e popoli e sul rafforzamento della società civile organizzata. Lanciamo una campagna per dare il Premio Nobel 2009 alle donne africane che sono emarginate, ma costituiscono l’elemento portante della vita della comunità. Chiediamo all’Onu di riconoscere il diritto all’accesso all’acqua potabile per tutti, il diritto all’alimentazione e al cibo a livello mondiale, il rispetto dell’ambiente: sui mutamenti climatici serve un accordo dei popoli e non solo dei governi.  Noi associazioni africane ed europee auspichiamo che nasca e si sviluppi una nuova governance mondiale DEMOCRATICA".


Dakar, 30 dicembre 2008Si è concluso oggi a Dakar il seminario internazionale organizzato dal Cipsi (coordinamento di 47 Ong e associazioni di cooperazione e solidarietà internazionale) e Chiama l’Africa, "Per un nuovo contratto umano e sociale tra Africa ed Europa". Le conclusioni del seminario sono descritte in un documento/appello firmato da circa 100 associazioni africane ed europee e inviato per essere sottoscritto a istituzioni e organizzazioni della società civile. Il documento/appello contiene i seguenti punti fondamentali per un nuovo contratto umano e sociale tra Africa ed Europa.

"1) È giunto il momento di voltare pagina e ripartire con un nuovo partenariato, per riscrivere una nuova storia tra Africa ed Europa. Per una nuova cooperazione internazionale con l’Africa, basata sulla relazione tra persone e popoli e sul rafforzamento della società civile organizzata. Per sostenere il tessuto sociale popolare nella difesa dei beni comuni, che sono diritti e non merci.

2) Le donne africane sono emarginate, ma costituiscono l’elemento portante della vita della comunità. Per questo lanciamo un appello a livello internazionale per dare loro un riconoscimento importante: il Premio Nobel per la pace 2009.  La pace non è solo assenza di guerra, ma una relazione tra le persone e con la natura, fondamentale per promuovere e difendere ogni giorno il diritto alla vita, inteso come capacità di costruire armonia e benessere.

3) Chiediamo all’Onu di riconoscere:

         - il diritto all’accesso all’acqua potabile per tutti;

         - il diritto all’alimentazione e al cibo a livello mondiale;

         - il rispetto dell’ambiente: sui mutamenti climatici serve un accordo dei popoli e non solo dei governi.

4) Le istituzioni internazionali come il Wto e il G8 sono in crisi, sono a-democratiche. Noi associazioni africane ed europee auspichiamo che nasca e si sviluppi una nuova governance mondiale DEMOCRATICA".

Le associazioni possono aderire all’appello e sottoscriverlo nei modi e nelle forme che comunicheremo (per adesioni è possibile fin d’ora inviare una mail a: info@cipsi.it).

 

Al termine del seminario Patrizia Sentinelli - già vice-ministro della cooperazione italiana - è stata nominata Presidente onorario della scuola numero 8 del quartiere Pekine est, per la completezza della sintesi fatta in conclusione dei lavori assembleari.

Guido Barbera (presidente Cipsi), nel concludere il seminario ha affermato: "Questa è la prima tappa di un lungo cammino. Dobbiamo imparare a vivere insieme per essere costruttori di una nuova umanità, riuscire a guardare lontano per realizzare il sogno di una terra che appartiene a tutti. Il nostro nuovo contratto umano e sociale è un impegno personale di solidarietà, per costruire un mondo diverso, per riconoscere la dignità delle persone pur nelle loro diversità e affermare il diritto all’iniziativa economica, non per creare imprese ma per dare a tutti la possibilità di avere le risorse necessarie a vivere bene. Il microcredito può essere di grande aiuto in questo percorso. I due soggetti fondamentali di questo nuovo contratto sono sicuramente le donne e i giovani".

La delegazione italiana rimarrà in Senegal fino al 10 gennaio all’insegna dello scambio e di nuove relazioni tra i popoli africani ed europei. Un momento di conoscenza e di incontro, di ascolto e dialogo. Un’occasione per immergersi nella cultura africana, nella musica, nella danza, nelle tradizioni e nella memoria con i Griots, depositari della storia africana e maestri della parola.


Dakar, 29 dicembre 2008 - Prosegue oggi a Dakar in Senegal, nella periferia di Pekine, il seminario internazionale del Cipsi "PER UN NUOVO CONTRATTO TRA AFRICA ED EUROPA", un incontro tra un centinaio di associazioni africane ed italiane, che si concluderà domani 30 dicembre 2008. Guido Barbera (presidente del Cipsi - coordinamento di 47 Ong e associazioni di cooperazione e solidarietà internazionale) nel suo discorso di sintesi della prima giornata e mezzo di lavori ha dichiarato: "Siamo impegnati nella trasformazione del mondo in qualsiasi posto dove i diritti umani non sono rispettati. Questo seminario in Senegal ha l'obiettivo profondo di RITORNARE ALLE ORIGINI. Siamo tutti africani perchè la scienza ha dimostrato che l'origine dell'uomo è in Africa. Dall'incontro tra associazioni di solidarietà africane ed europee nasce l'esigenza di ritrovare l'identità della cooperazione internazionale, che è la relazione tra popoli africani ed europei per il rispetto dei diritti, per costruire un nuovo patto di solidarietà, un nuovo contratto umano e sociale tra Africa ed Europa PER IL FUTURO DELL'UMANITÀ. A partire dalla partecipazione delle comunità locali e dall'ascolto dei loro bisogni. La barbarie è ciò che stiamo vivendo oggi. Il mondo sta per esplodere e possiamo uscire dalla crisi solo ‘insieme’, con una vera solidarietà e una rifondata cooperazione internazionale, che non è solo aiuti, bensì relazione tra popoli.

E lo faremo INSIEME, associazioni africane ed europee, riempiendo il fossato enorme delle diversità e COSTRUENDO PONTI per andare oltre la miseria che oggi è sia economica ma soprattutto di mancanza di rispetto dei diritti delle persone e della loro ‘dignità’. Con la cooperazione internazionale desideriamo trasformare i ‘luoghi di nascita’ (i paesi africani impoveriti) in luoghi di VITA, di benessere, e non posti da cui fuggire. Il nostro impegno è contro il razzismo e le disuguaglianze".

 

Ha partecipato ai lavori dell'assemblea anche il parlamentare europeo ROBERTO MUSACCHIO, presidente della Commissione Clima al Parlamento europeo, che ha dichiarato: "Il 2009 sarà l'anno del nuovo accordo mondiale per il cambiamento climatico. L'Africa è il continente che inquina meno e subisce di più le conseguenze nefaste del cambiamento climatico. Infatti un africano consuma solo 0,2 tonnellate di CO2 all'anno, mentre un europeo ne consuma 5 e un americano 12. Auspico che il nuovo accordo sul clima metta al centro l'Africa e, in questo continente, il grave problema dell'accesso all'acqua potabile".

Particolarmente emozionante, nel corso del seminario, il saluto musicale del Piccolo Coro di Piazza Vittorio (Roma). Un coro di bambine e bambini della scuola "Di Donato" di Roma, che hanno imparato la musica e i canti tradizionali di etnia "mandingo" con il griot Pap Kanoutè, e sono a Dakar ad esibirsi cantando le storie tradizionali africane nel loro paese. In pratica un gruppo di bambine e bambini dalla pelle bianca che cantano in "mandingo" a Dakar. I senegalesi e i griots locali sono rimasti sorpresi e piacevolmente colpiti da questa esperienza. In particolare il leader griots Dialike Boiate, dopo aver ascoltato un piccolo concerto ha dichiarato: "Dopo aver ascoltato questi canti sono commosso: adesso so che l'integrazione e la solidarietà sono possibili concretamente, attraverso l'arte e la musica".

 

Il seminario prosegue oggi pomeriggio e domani con gruppi di lavoro che hanno l'obiettivo di preparare proposte per le conclusioni di domani sui seguenti argomenti: la nuova cooperazione in Africa, l'accesso all'acqua potabile, la microfinanza, la sicurezza alimentare, il ruolo della donna e dell'infanzia. Stasera ci sarà - in onore degli ospiti - un concerto con la partecipazione dei più importanti musicisti del Senegal. Il seminario si conclude domani con la partecipazione di comunità, associazioni locali, rappresentanti e partner africani, organismi internazionali, autorità senegalesi, membri delle agenzie multilaterali, rappresentanti diplomatici presenti in Senegal (prossimo comunicato stampa: 30 dicembre, pomeriggio).


Roma, 29 dicembre 2008  - È iniziato ieri a Dakar, in Senegal, il seminario internazionale del Cipsi  "Per un nuovo contratto umano e sociale tra l’Africa e l’Europa". Un momento importante di ascolto e dibattito tra associazioni africane ed europee che operano nei settori della cultura, dell’arte, del turismo responsabile e della cooperazione. La prima giornata è stata animata da Joséphine Ouédraogo, sociologa dal Burkina Faso e segretaria esecutiva dell’Ong Enda Tiers – Monde in Senegal. Sono intervenuti al dibattito, tra gli altri, il presidente del Cipsi Guido Barbera, lo storico africano Djibril Tamsir Niane e la filosofa e teologa africana Helene Yinda, che ha aperto la discussione sulle donne e i giovani africani tra storia e futuro. In serata i partecipanti al seminario hanno incontrato i griots Mansour MBAYE, Doudou NDIAYE ROSE, Samba DIABARE SAMB, Dialike KOYAT.

Il seminario del Cipsi prosegue oggi e domani con relatori che si alterneranno per presentare ai partecipanti dell’Assemblea le loro riflessioni e provocazioni. In particolare, oggi è prevista la presenza del giornalista economico del Bénin Abel Gbetoenonmon e di Mamadou Cissoko, fondatore e presidente onorario del Roppa. La giornata odierna proseguirà con dei laboratori che svilupperanno varie tematiche, come l’agricoltura e il diritto all’alimentazione, il microcredito e il commercio equo, il ruolo delle donne e dei bambini nella società civile, il diritto all’acqua. In serata il concerto con il Piccolo coro di Piazza Vittorio e Djibi Drame. Domani, 30 dicembre 2008, è prevista l’assemblea plenaria alla quale sono invitati comunità e associazioni locali, rappresentanti dei partners africani e degli organismi internazionali, autorità senegalesi, membri delle agenzie multilaterali e rappresentanti diplomatici presenti in Senegal. In programma inoltre la presentazione delle sintesi dei laboratori, gli interventi di Joséphine Ouédraogo e Patrizia Sentinelli, le conclusioni del seminario a cura del presidente Cipsi, Guido Barbera. In serata ancora musica con la visita al liutaio di kora, Ibrahima Sissoko e la spiegazione e dimostrazione di come vengono costruiti artigianalmente gli strumenti.

 

Il seminario internazionale del Cipsi  fa parte del viaggio in Senegal promosso da Cipsi, Chiama l’Africa e Chiama il Senegal dal 27 dicembre 2008 al 10 gennaio 2009. "I percorsi della musica e della memoria con l’Africa dei Griots e dei maestri della parola alla scoperta di nuove relazioni in Senegal (Dakar, Zinguinchor, Tambacunda)": un viaggio per iniziare a costruire un nuovo patto di solidarietà tra Europa e Africa, all’insegna dello scambio e di nuove relazioni tra i popoli africani ed europei. Un viaggio di conoscenza e di incontro, di ascolto e di dialogo. Un’occasione per immergersi nella cultura africana, nella musica, nella danza, nelle tradizioni e nella memoria con i Griots, depositari della storia africana, e i maestri della parola.

Gli antichi romani, sulle cartine geografiche, indicavano l’Africa con la frase "Hic sunt leones". (Qui vivono i leoni). Oggi, la maggior parte, quando dice "Africa" pensa ai suoi safari, alle sue spiagge turistiche, alla Parigi-Dakar, alle ricchezze del suolo e sottosuolo da saccheggiare o forse, ancora più, al fastidio dei "vu cumprà" e, se va bene, alle saltuarie cene di beneficenza per i poveri bambini che "muoiono di fame". Difficilmente siamo capaci di sentirci uniti da un unico destino comune. Anche, forse, quando siamo animati da un pur rispettabile desiderio di "aiuto". Ci manca il coraggio e la forza di andare oltre. Eppure, andare oltre, è doveroso, è storicamente giusto, eticamente inevitabile. Sì, perché siamo tutti africani. L’Africa è la culla dell’Umanità. E noi siamo discendenti degli africani, loro sorelle e fratelli di sangue. Le nostre comuni origini devono trovare testimonianze adeguate nella nostra vita. Dopo tanto tempo di conflitti e di soprusi, di ingiustizie e di saccheggi, sono urgenti nuove relazioni, nuove norme, nuove disponibilità di pensiero e di comportamento. Alla fine del nostro "safari umano", dopo questa immersione di 15 giorni africani, ritorneremo a casa con la certezza che l’Africa è effettivamente il continente dei leoni, i leoni della speranza.

 

Per informazioni: www.cipsi.it, www.chiamafrica.it, e-mail: info@chiamafrica.it, tel. 06.5414894, fax 06.59600533


Roma, 5 novembre 2008 - Un viaggio in Senegal per iniziare a costruire un nuovo patto di solidarietà tra Europa e Africa, all’insegna dello scambio e di nuove relazioni tra i popoli africani ed europei. Un viaggio di conoscenza e di incontro, di ascolto e di dialogo. Un’occasione per immergersi nella cultura africana, nella musica, nella danza, nelle tradizioni e nella memoria con i Griots, depositari della storia africana, e i maestri della parola.
Sono questi ed altri i sentieri che percorreranno i partecipanti al viaggio in Senegal "I percorsi della musica e della memoria con l’Africa dei Griots e dei maestri della parola alla scoperta di nuove relazioni in Senegal (Dakar, Zinguinchor, Tambacunda)", promosso da Cipsi, Chiama l’Africa e Chiama il Senegal e programmato dal 27 dicembre 2008 al 10 gennaio 2009.
Gli antichi romani, sulle cartine geografiche, indicavano l’Africa con la frase "Hic sunt leones". (Qui vivono i leoni). Oggi, la maggior parte, quando dice "Africa" pensa ai suoi safari, alle sue spiagge turistiche, alla Parigi-Dakar, alle ricchezze del suolo e sottosuolo da saccheggiare o forse, ancora più, al fastidio dei "vu cumprà" e, se va bene, alle saltuarie cene di beneficenza per i poveri bambini che "muoiono di fame". Difficilmente siamo capaci di sentirci uniti da un unico destino comune. Anche, forse, quando siamo animati da un pur rispettabile desiderio di "aiuto". Ci manca il coraggio e la forza di andare oltre. Eppure, andare oltre, è doveroso, è storicamente giusto, eticamente inevitabile. Sì, perché siamo tutti africani. L’Africa è la culla dell’Umanità. E noi siamo discendenti degli africani, loro sorelle e fratelli di sangue. Le nostre comuni origini devono trovare testimonianze adeguate nella nostra vita. Dopo tanto tempo di conflitti e di soprusi, di ingiustizie e di saccheggi, sono urgenti nuove relazioni, nuove norme, nuove disponibilità di pensiero e di comportamento.
Non dobbiamo dimenticare quanto Joseph Ki-Zerbo, storico africano, ci ricordava: "La storia è iniziata in Africa, ben prima che in altri continenti. La scoperta in Ciad di un cranio risalente a 7 milioni di anni fa, ne è la conferma". Dal momento in cui c’è l’Uomo, c’è storia. Anche se non si tratta di storia scritta.
Momento particolare sarà il seminario internazionale Cipsi che si terrà dal 28 al 30 dicembre 2008, "Per un nuovo contratto umano e sociale tra l’Africa e l’Europa". I primi tre giorni degli incontri senegalesi saranno dunque di ascolto e di dibattito e verranno animati da due donne: Joséphine Ouedraogo (Burkina Faso) e Patrizia Sentinelli (Italia). Lo storico Djibril Tamsir Niane, il giornalista-deputato Jean Léonard Touadi, la filosofa Helène Yilda, il giornalista Abel Gbetoenonmon e Mamadou Cissoko, fondatore del Roppa si alterneranno per presentare ai partecipanti dell’Assemblea Cipsi le loro riflessioni e provocazioni.
Come diceva Thomas Sankara, per ottenere un cambiamento radicale, bisogna avere il coraggio d’inventare l’avvenire. Ne siamo convinti? Ne saremo anche capaci? Sicuramente ci proveremo. Le situazioni sempre nuove che i partecipanti sono chiamati a vivere, costituiranno un arricchimento storico e culturale di notevole interesse. Alla scoperta del valore della musica, alla conoscenza dell’importanza fondamentale della "storia non scritta" riportata nei secoli dai griots, e ancora altri momenti di incontri e di emozioni nei villaggi peuls e in altri…
Alla fine del nostro "safari umano", dopo questa immersione di 15 giorni africani, ritorneremo a casa con la certezza che l’Africa è effettivamente il continente dei leoni, i leoni della speranza.

Il costo del viaggio (volo A/R, pernottamento, vitto, trasferimenti, partecipazione a tutte le attività elencate) è di 1.900 euro. Iscrizioni preferibilmente entro il 21 novembre 2008.


il Perché del Viaggio

L’Africa viene spesso descritta come un continente che soffre, dilaniato dalle guerre e afflitto da carestie, in cui imperversano fame, povertà e malattie. Ma l’Africa prima di aver bisogno di aiuti, reclama la propria dignità: domanda di essere ascoltata e raggiungere la propria modernità. Solo partendo dalle radici e dalla conoscenza della sua storia, potrà entrare nel gioco del mondo. Per questo dobbiamo ripartire dalle sue tradizioni, dai suoi valori, dalla sua storia. CIPSI e CHIAMA l’AFRICA hanno da tempo iniziato percorsi di promozione e conoscenza delle realtà africane giungendo alla conclusione che sia indispensabile coinvolgere la cittadinanza italiana, i mezzi di comunicazione di massa ed altre organizzazioni non profit per migliorare la percezione dell’Africa e favorire nuovi percorsi di conoscenza con gli africani. Pertanto presentiamo una proposta che permette di conoscere il continente africano in maniera più approfondita, affinché si pongano le basi per un nuovo patto di solidarietà, in Italia e in Europa con l’Africa, attraverso un viaggio nella cultura africana, che accompagna i partecipanti nell’ascolto degli antichi avvenimenti, fissati e tramandati nei canti dei Griot, depositari della storia africana.


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