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Si chiude con un fallimento il Forum mondiale dell'acqua a Istanbul

Barbera CIPSI: "I bisogni vincono sui diritti. Una vera sconfitta.

Ad Istanbul persa tra le polemiche un’altra importante occasione!

La popolazione mondiale sempre più a rischio siccità.

Secondo le Nazioni Unite nel 2030, metà popolazione mondiale sarà senz’acqua!"

Intanto a Milano la Campagna Cipsi "Libera l’Acqua" è andata in scena con lo spettacolo "H2ORO - L’acqua, un diritto dell’umanità".

Roma 23 marzo 2009 – 20 capi di Stato. 180 ministri dell’Ambiente. 30.000 persone ad Istanbul al V Forum mondiale dell’acqua, non sono riusciti a riconoscere che l’acqua è un diritto fondamentale universale dell’umanità! "Una vera è propria sconfitta - dichiara Guido Barbera, presidente del CIPSI, Coordinamento di Iniziative Popolari che raggruppa 48 associazioni – da oltre un decennio in prima fila per chiedere che l’acqua sia riconosciuta come diritto universale, inserita nella Dichiarazione Universale dei diritti umani, non come merce, ma come bene comune essenziale e indispensabile per la vita".

"Tra le tante polemiche, alcune luci di speranza si sono accese ad Istanbul", dichiara Barbera. Come la proposta di Sarah Ahmad, presidente della Gender and Water Alliance: "Il ruolo dei governi è proteggere la propria gente, proteggere i più deboli, i più vulnerabili, i poveri e chi non riesce a pagarsi i servizi minimi per avere acqua potabile, ad esempio fornendo gratuitamente una quantità minima garantita d´acqua cadauno". Anche se non approvata, è una luce di speranza. Una seconda risoluzione non approvata, presentata da 20 paesi, chiedeva il riconoscimento dell’acqua come diritto e la sua gestione in sede di Nazioni Unite.

È necessario che "il mondo agisca immediatamente per evitare una crisi idrica globale dovuta all'aumento della popolazione, all'innalzamento del tenore di vita, ai cambiamenti nell'alimentazione e alla maggiore produzione di carburante", avevano esortato le Nazioni Unite presentando il loro rapporto a pochi giorni dall'apertura dei lavori del V Forum Mondiale dell'Acqua. "Le decisioni assunte dal Forum - sottolinea Barbera - sono una risposta ridicola di fronte alla gravità crescente della situazione idrica, risultato di una politica sempre più condizionata dal potere della Banca Mondiale e soprattutto delle multinazionali che dall’acqua traggono enormi profitti". Liberiamo l’acqua dalla politica di mercato. "Alle imminenti elezioni amministrative ed europee contrastiamo la lobby delle multinazionali dell’acqua e votiamo esclusivamente persone che si impegnano concretamente a far riconoscere l’acqua come diritto universale, a garantirne una gestione pubblica e a portarne la quantità indispensabile per la vita – 40 litri al giorno – a tutti i cittadini del mondo".

"La differenza tra bisogno e diritto è sostanziale - conclude Barbera -. Affermare che l’acqua è un diritto significa riconoscere che la collettività ha la responsabilità di creare le condizioni affinché questo diritto possa essere garantito. Invece inserire l’acqua nella sfera dei bisogni significa individuare nella capacità economica del singolo la soddisfazione di tale bisogno".

Il Cipsi è in prima fila nella lotta per il riconoscimento dell'acqua come diritto universale e bene comune, attraverso "Libera l'acqua", campagna di sensibilizzazione, informazione e raccolta fondi per finanziare 14 progetti in territori afflitti da miseria. Gli interventi consentiranno l’accesso all’acqua potabile e la tutela sanitaria e ambientale a oltre 400 mila persone di 13 paesi in Africa, America latina e Asia. Testimonial della Campagna è l’artista Ron. Sabato 21 marzo 2009 a Milano presso il Teatro San Fedele, in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, "Libera l’Acqua" è andata in scena insieme alla compagnia Itineraria con "H2ORO - L’acqua, un diritto dell’umanità". Uno spettacolo di teatro-documento che nasce per affermare che un altro mondo è possibile, per sostenere il diritto all’acqua per tutti, riflettere sui paradossi e gli sprechi del "Bel Paese", passare dalla presa di coscienza a nuovi comportamenti. Realizzato con il Patrocinio del "Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull’Acqua" e del "Centro Nuovo Modello di Sviluppo" di Vecchiano, è stato premiato nel 2006 con una targa d’argento dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Per l’occasione, sono state distribuite per la prima volta le esclusive Borracce di Libera l’Acqua. Le borracce SIGG sono leggere, pratiche, indistruttibili e, soprattutto, ecologiche. Realizzate in alluminio riciclabile, rispondono a due esigenze prioritarie: la tutela della propria salute e dell’ambiente. È possibile richiedere una borraccia di Libera l’Acqua telefonando allo 06.5414894, oppure mandando una e-mail a Errore. Riferimento a collegamento ipertestuale non valido..

Per informazioni: Per informazioni: Ufficio Stampa Cipsi, Nicola Perrone e Francesca Tacchia, tel. 06.5414894, mail: info@cipsi.it, web: www.cipsi.it.


Prosegue il Forum Mondiale sull’acqua ad Istanbul

Barbera (Cipsi) da Istanbul: "Il V Forum Mondiale dell’acqua si avvia verso un totale fallimento. Solo trenta delegazioni su circa duecento presenti, esprimono consenso verso la risoluzione blindata predisposta dagli organizzatori".

Dal presidente dell’Assemblea delle Nazioni Unite, un riconoscimento al Forum Alternativo promosso dalla società civile e un appello a riconoscere

l’acqua come diritto universale.

Intanto prosegue la "Carovana dell’acqua" promossa da CeVI e Cicma.

Istanbul, 19 marzo 2008 – A tre giorni dalla conclusione del V Forum Mondiale dell’acqua, sembra oramai chiaro che l’appuntamento promosso dal World Water Council, organismo privato composto da oltre un centinaio di organizzazioni tra cui le più potenti multinazionali dell’acqua che hanno di fatto il controllo e la guida dei World Water Forum, non è in grado di farsi carico dei gravi problemi dell’acqua a livello mondiale. "Solo trenta delegazioni – denuncia Guido Barbera presidente CIPSI, Coordinamento di Iniziative Popolari di Solidarietà Internazionale che raggruppa 48 associazioni italiane – su duecento presenti hanno espresso consenso verso il testo conclusivo predisposto dagli organizzatori senza alcuna possibilità di modifica. Il documento non cita mai il concetto di diritto all’acqua e abbina il bene acqua alle problematiche energetiche, rafforzando ancor più il concetto di mercificazione di questo bene fondamentale ed indispensabile alla vita umana!"

"È inaccettabile - denuncia Barbera - che si continui a sacrificare la vita di un bambino ogni 17 secondi agli interessi del mercato e del potere di pochi. 4 bambini muoiono ogni minuto! Sarebbero sufficienti solo 180 miliardi di dollari l’anno per dieci anni per garantire l’accesso all’acqua ed ai servizi igienici per tutti gli abitanti della Terra! Invece i governi negli ultimi mesi hanno dato più di 12.000 miliardi di dollari alle banche e ai dirigenti che quotidianamente condannano a morte migliaia, milioni di vite".

Intanto prosegue il viaggio della "Carovana dell’acqua" promossa dal CeVi e dal Comitato italiano per un Contratto Mondiale sull’Acqua, che raggruppa oltre trenta rappresentanti di associazioni, enti locali, imprese pubbliche di gestione dell’acqua, giornalisti. In questi giorni, la Carovana è ad Hasankeyf, uno dei più preziosi centri urbani e archeologici della regione sudorientale del Kurdistan turco, che rischia di scomparire a causa della costruzione della diga di Ilisu. A sostegno della protesta della popolazione locale, da anni mobilitata per scongiurare la minaccia della costruzione della diga, la "Carovana dell’acqua" ha partecipato alla manifestazione organizzata in città da associazioni e movimenti della regione curda, con il sostegno anche delle istituzioni locali. Al termine del corteo che ha attraversato la città, gli abitanti di Hasankeyf, insieme ai partecipanti della Carovana, hanno piantato una cinquantina di alberi da frutto, a rappresentare la forza e la speranza per il futuro di questa città. (Per ascoltare le voci e guardare le immagini dalla Carovana, clicca qui).

Oggi, 19 marzo, la Carovana sarà ad Istanbul per la giornata per l’acqua organizzata dalle reti internazionali, mentre da domani, venerdì 20 marzo, prenderanno il via le iniziative del "V Forum Alternativo dell’Acqua".

"Questa occasione – prosegue Barbera – è il momento giusto per riconoscere ad un bene comune vitale dell’umanità il giusto luogo politico di dibattito: le Nazioni Unite. La conservazione, l’accesso, l’utilizzo, la distribuzione e gestione dell’acqua, sono una questione politica che interessa l’intera umanità e la politica ne è responsabile direttamente. Non può delegarne al privato la gestione. Per questo plaudiamo al forte richiamo del presidente dell’Assemblea delle Nazioni Unite, affinché l’acqua venga riconosciuta come diritto universale dell’umanità. I veti degli Stati Uniti a riconoscere questo diritto, non sono coerenti con il nuovo impegno per la sanità della nuova amministrazione americana. I veti non sono ammissibili in democrazia, ancor più quando penalizzano la vita! Tutte le esperienze di privatizzazione fino ad ora realizzate, hanno dimostrato di non essere in grado a risolvere i problemi di gestione e distribuzione dell’acqua. I costi aumentano. La gestione peggiora. Le classi sociali meno abbienti non sono in grado di sostenere i costi. Nei Paesi impoveriti molte concessioni sono state restituite perché non fruttifere alla società. L’acqua è vita e come tale deve essere garantita a tutti. I politici che non riconoscono tale diritto – conclude Barbera – o che non vogliono impegnarsi a gestire questo bene comune universale e il suo accesso a tutti i cittadini, non sono politici, non garantiscono la vita e la dignità dei cittadini e non meritano di continuare a fare i politici ed occuparsi del nostro ben-essere e ben-vivere. Con loro il nostro futuro e quello dei nostri figli è fortemente a rischio".

Per informazioni: Ufficio Stampa Cipsi, Nicola Perrone e Francesca Tacchia, tel. 06.5414894, mail: info@cipsi.it, web: www.cipsi.it, Ufficio Stampa CeVI, Clara Canci, cell. 347.1628663, mail: claracanci@libero.it.


In partenza la " Carovana per l’acqua"

Dal 13 al 23 marzo sarà in viaggio la Carovana promossa da CeVI e Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull’Acqua che parteciperà al V Forum Alternativo dell’Acqua di Istanbul. Il Cipsi sarà presente con il presidente Guido Barbera.

Roma, 13 marzo 2009 - Dal 13 al 23 marzo 2009 la "Carovana per l’acqua" promossa da CeVI (Centro di Volontariato internazionale) e Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull’Acqua attraverserà la regione curda di Diyarbakir (Turchia) e parteciperà al V Forum Alternativo Mondiale dell’Acqua in programma a Istanbul, importante appuntamento internazionale dove si incontreranno rappresentanti di movimenti e organizzazioni impegnati nei rispettivi paesi a difesa dell’acqua come diritto universale dell’umanità, bene comune il cui accesso va garantito a tutti e la cui gestione non può essere privatizzata ma deve rimanere pubblica.

A Istanbul si incontreranno i rappresentanti di governi, enti locali e agenzie internazionali, che parteciperanno al Forum Mondiale dell’Acqua "ufficiale" (16-22 marzo 2009), sotto l’egida del Consiglio Mondiale dell’Acqua, organismo privato che raggruppa le grandi multinazionali dell’acqua. In parallelo, si terrà il Forum Alternativo, promosso dai numerosi movimenti mondiali che non riconoscono la legittimità del Consiglio Mondiale dell’acqua e invocano l’Onu come unico organismo legittimato a guidare le politiche mondiali dell’acqua.

Le associazioni che si incontreranno a partire dal 13 marzo, lottano contro la privatizzazione dell’acqua e a favore di una gestione pubblica, partecipata e democratica della risorsa idrica intesa come un diritto inalienabile dell’uomo, anche se non ancora riconosciuto dalla Dichiarazione Universale dell’Onu di cui si è celebrato lo scorso anno il 60° anniversario. Nel corso del Forum Alternativo si svolgeranno una serie di seminari e incontri pubblici sui temi delle conseguenze della privatizzazione dell’acqua e sugli esempi positivi di gestioni pubbliche e partecipate. Si svolgerà inoltre un’udienza pubblica del Tribunale dell’Acqua su 4 casi di conflitti correlati all’acqua (2 in Turchia e 2 in altri paesi) e verrà promossa una "giornata internazionale" per concordare le strategie con i governi e gli enti locali che partecipano al Forum ufficiale, favorevoli al riconoscimento del diritto all’acqua.

Il Forum alternativo approverà una propria dichiarazione coerente con i principi del diritto all’acqua e della sua gestione pubblica e partecipata.

I rappresentanti del CeVi, assieme alle altre associazioni e movimenti del Forum Alternativo, incontreranno alcuni rappresentanti delle istituzioni e dei movimenti della regione curda di Diyarbakir, tra cui la deputata al Parlamento turco Leyla Zana, premio Sacharov 1995 per la pace, imprigionata e condannata per 12 anni per la sua appartenenza alla minoranza curda del paese, e il sindaco di Diyarbakir Osman Baydemir. Le delegazione italiana visiterà anche Hasankeyf, antica località sul fiume Tigri che rischia di essere sommersa a seguito della costruzione della diga di Ilisu, progetto finanziato da una holding internazionale di gruppi di Austria, Germania, Svizzera, Francia e anche Italia, con la presenza del Gruppo Unicredit.

La Carovana sarà composta da oltre 30 persone rappresentanti di diverse associazioni (tra cui Emilio Molinari, presidente del Comitato Italiano per il Contratto Mondiale dell’Acqua), enti locali, imprese pubbliche di gestione dell’acqua (Amiacque) e alcuni giornalisti di Radio Popolare e della rivista "Valori". Parteciperà alla Carovana anche Guido Barbera, presidente del Cipsi - Coordinamento di 47 ONG e associazioni di solidarietà internazionale.

Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa CeVi, Clara Canci, cell. 347.1628663, mail: claracanci@libero.it.

 

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