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Campagna Oparà
Ultimi giorni per firmare la petizione!
Salviamo il Fiume Sao Francisco! Fino al 31 maggio è possibile firmare online per difendere i diritti dei popoli indigeni del Nord est del Brasile su www.apoinme.org.br.

 

 

Firma la petizione per il Tribunale Supremo brasiliano

Guarda il servizio sulla Campagna realizzato da Rai News 24 (da You Tube)

 

Il Rio São Francisco é la fonte di vita piú importante nel semi-arido Nord-est brasiliano, ospita sulle sue sponde popoli indigeni, comunitá afrodiscendenti quilombolas e comunitá di pescatori che vivono delle sue risorse. Il fiume ha già subito una drastica riduzione della portata d’acqua a causa della costruzione in passato di 7 centrali idroelettriche, 30 dighe di contenimento ed un inquinamento incontrollato. Ora il progetto del Governo Federale di deviazione delle acque del Rio São Francisco  prevede la costruzione di due canali che porteranno l’acqua del fiume a oltre 1000 km di distanza e di altre 2 centrali idroelettriche, in un ecosistema molto delicato e già a rischio di desertificazione.

Per risolvere il problema della scarsità d’acqua nella regione semi-arida del Nord Est brasiliano esistono alternative concrete più economiche e compatibili con l'ambiente. L’Agenzia Nazionale delle Acque, organo del Governo Brasiliano, ha studiato il potenziale idrico della regione e la possibilità di uso sostenibile. Piccoli bacini di contenimento dell’acqua dolce, pozzi artesiani, captazione dell’acqua piovana attraverso cisterne domestiche sono interventi che avrebbero un costo nettamente inferiore e beneficerebbero una popolazione 4 volte superiore a quella prevista dal progetto di deviazione.

Ma la scelta del governo è motivata dagli interessi economici delle imprese che realizzeranno le opere e del settore dell’agro-industria. Oltre ai danni ambientali, che contribuiranno ad aumentare il deficit ecologico del pianeta Terra, il progetto presenta un costo sociale molto alto perché avrà un impatto devastante su territori di numerosi popoli indigeni e comunità tradizionali della regione.

 

"Noi, 33 popoli indigeni del Nordest pregiudicati dal progetto di trasposizione delle acque del fiume Opará (fiume-mare), conosciuto come fiume São Francisco, vogliamo veder rispettati i nostri diritti e garantire l'integritá dei nostri territori e del nostro fiume, Padre e Madre delle Nazioni Indigene. Non smetteremo di lottare per la sua rivitalizzazione e contro la sua trasposizione."

 

Per una democratizzazione dell'accesso all'acqua. Per la vita del fiume São Francisco e dei suoi popoli. Abbiamo bisogno della tua solidarietá!

 

FIRMA LA PETIZIONE ON-LINE  per il Supremo Tribunale Federale su: www.aponme.org.br

 


 

Roma, 11 febbraio 2010 "Sua Santità, ci rivolgiamo a Voi non solo per la Vostra alta funzione spirituale e l’alta carica che ricoprite, ma perché conosciamo la Vostra sensibilità e passione umana e religiosa per la difesa dei diritti dei più deboli e del rispetto del creato. Le organizzazioni della società civile brasiliana e italiana - preoccupate dal cambiamento climatico globale – sono impegnate nella difesa del fiume São Francisco, nella regione Nord Est del Brasile…". Inizia così la lettera che è stata inviata a Papa Benedetto XVI in merito al progetto governativo brasiliano di trasposizione delle acque del Rio Sao Francisco, contro il quale si stanno battendo 33 popolazioni indigene a causa delle numerose violazioni dei diritti umani riscontrate e del devastante impatto sociale e ambientale che avrà sul territorio. Nei giorni scorsi una delegazione indigena ha viaggiato in Italia ed Europa per far ascoltare la propria voce a governi e società civile europea. Diverse sono state le risposte positive, da parte di istituzioni, parlamentari e associazionismo. Diversi parlamentari hanno mostrato interesse alla Campagna, come l’on. Domenico Scilipoti (Commissione Ambiente Camera dei Deputati) che ha dato il suo appoggio alla Campagna e si è reso disponibile a continuare la sua diffusione tra politici ed autorità. In questo contesto sono state inviate nei giorni scorsi la lettera al Papa e al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, chiedendo loro di sostenere questa giusta causa manifestando la propria adesione alla lettera rivolta dalla Campagna Oparà al presidente Lula e all’appello diretto al Supremo Tribunale Federale affinché vengano sospese le opere di deviazione delle acque del fiume. Per la difesa della vita e dei diritti umani dei popoli indigeni coinvolti.

È inoltre possibile firmare una petizione da indirizzare al Supremo Tribunale Federale brasiliano affinché organizzi a breve termine un’udienza pubblica e giudichi immediatamente le diverse irregolarità riscontrate nel progetto. La petizione si può leggere e firmare sul sito www.apoinme.org.br.

 

La Campagna Oparà si batte contro un mega-progetto di ingegneria idraulica inserito nel Programma di accelerazione della crescita (PAC) del governo Lula, che prevede la costruzione di due canali di deviazione delle acque di più di 600 km di lunghezza, 2 dighe idroelettriche, 9 stazioni di pompaggio, 27 acquedotti, 8 tunnel e 35 dighe di contenimento e riserva dell’acqua. Il progetto avrà un devastante impatto socio-ambientale sui 33 popoli indigeni e si trova attualmente in fase di costruzione nonostante le numerose irregolarità giuridiche riscontrate.

La Campagna Oparà è promossa dalle seguenti organizzazioni brasiliane: Apoinme, Associação de Advogados dos Trabalhadores Rurais no Estado da Bahia, Núcleo de Estudos em Comunidades e Povos Tradicionais e Ações Socioambientais da Universidade do Estado da Bahia, Commissione Pastorale dei Pescatori, Conselho Indigenista Missionário, CPT - Commissione Pastorale della Terra e Via Campesina. Il comitato promotore italiano è composto da Solidarietà e cooperazione - Cipsi, Sal, CeVI, A Sud in collaborazione con il Forum Italiano dei movimenti per l’acqua, AltraMente, Voci della Terra all’interno della Campagna "Libera l’Acqua" (www.liberalacqua.it).

 

Per informazioni: Solidarietà e Cooperazione - Cipsi, tel. 06.5414894, mail: info@cipsi.it, web: www.cipsi.it.

 


 

Roma, 8 febbraio 2010 – Si è concluso oggi il viaggio della delegazione indigena brasiliana della Campagna Oparà, che ha attraversato l’Italia e l’Europa dal 24 gennaio 2010 per denunciare il progetto di trasposizione delle acque del fiume São Francisco in Brasile. I delegati hanno terminato il loro viaggio, nato con l’obiettivo di far ascoltare la propria denuncia agli organismi internazionali di difesa dei diritti umani, ai governi e alla società civile europea rispetto al progetto di trasposizione delle acque del fiume São Francisco, con una conferenza stampa finale che si è svolta alle ore 11,30 a Roma presso la facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università "La Sapienza".

Proprio oggi è stato inviato un appello al presidente Napolitano e ai parlamentari italiani affinchè si impegnino per questa causa.

Durante la conferenza, promossa dal Corso di laurea specialistica in "Innovazione e sviluppo" della facoltà di Scienze della comunicazione, Manoel Uilton dos Santos, leader del popolo indigeno Tuxà e coordinatore generale dell'Apoinme (Articolazione dei Popoli e delle Organizzazioni Indigene del Nordest, Minas Gerais e Espírito Santo) ed Edilene Bezerra Pajeù, leader del popolo indigeno Trukà e professoressa indigena, hanno raccontato la loro esperienza e presentato i risultati raggiunti in questo viaggio europeo.

Durante il loro percorso, che li ha portati a Roma, Udine, Bolzano, Ginevra, Bruxelles e Berlino, i delegati hanno incontrato diversi esponenti di istituzioni, studenti e parlamentari. "Ai parlamentari europei – sottolinea Manoel – abbiamo chiesto di aiutarci a sensibilizzare il governo di Lula sull’impatto che la sua Politica di accelerazione economica ha sull’ambiente, sul territorio e sulle popolazioni indigene. È necessario che il governo rispetti la Costituzione e i nostri diritti, e che sia disposto ad ascoltare la nostra voce. Per queste stesse ragioni, durante la visita a Ginevra, abbiamo chiesto ai rappresentanti dell’Onu e dell’Ilo (Organizzazione internazionale del lavoro) di attualizzare la Convenzione 169 dell’Ilo, evidenziando i soprusi che i popoli indigeni stanno subendo in questi anni e le difficoltà riscontrate nel far rispettare i nostri diritti. L’obiettivo che ci poniamo è che il Supremo Tribunale brasiliano organizzi un’udienza pubblica, che dia voce alle popolazioni indigene". Le richieste della delegazione sono state ascoltate dall’Ilo, che ha già chiesto chiarimenti al governo brasiliano riguardo le violazioni della Convenzione 169 sul progetto di deviazione delle acque e attende la sua risposta.

Edilene ha espresso tutta la sua soddisfazione per il riscontro ottenuto in questo viaggio: "Abbiamo sentito l’appoggio e la vicinanza della comunità europea. Abbiamo sicuramente raggiunto l’obiettivo di far conoscere le nostre problematiche e far giungere la nostra voce fino al governo brasiliano, affinché inverta la logica che sta seguendo di privilegiare la crescita economica a tutti i costi, senza tener conto dei diritti dei popoli indigeni. Noi vorremmo poter dialogare con il governo; ciò che desideriamo è riprenderci il fiume, con cui abbiamo un legame fisico, economico ma anche spirituale e religioso". Alla conferenza sono intervenuti inoltre i responsabili delle associazioni promotrici della Campagna e i rappresentanti della facoltà, che hanno animato il dibattito con studenti e giornalisti.

 

È fondamentale dare continuità all’impegno della delegazione nei prossimi mesi. Per tale ragione, si è attivata una rete di collaborazione tra diverse associazioni e Ong italiane che continueranno a diffondere in Italia e in Europa il dossier di denuncia del progetto e le richieste dei popoli indigeni. Anche diversi parlamentari hanno mostrato interesse alla Campagna, come l’on. Domenico Scilipoti (Commissione Ambiente Camera dei Deputati) che ha dato il suo appoggio alla Campagna e si è reso disponibile a continuare la sua diffusione tra politici ed autorità.

È possibile firmare una petizione da indirizzare al Supremo Tribunale Federale brasiliano affinché organizzi a breve termine un’udienza pubblica e giudichi immediatamente le diverse irregolarità riscontrate nel progetto . La petizione si può leggere e firmare sul sito www.apoinme.org.br.

Per informazioni: Solidarietà e Cooperazione - Cipsi, tel. 06.5414894, mail: info@cipsi.it, web: www.cipsi.it

 


 

Roma, 4 febbraio 2010 – Prosegue il viaggio della delegazione indigena brasiliana della Campagna Oparà, che sta attraversando l’Italia e l’Europa per denunciare il progetto di trasposizione delle acque del fiume São Francisco in Brasile. I tre delegati concluderanno il loro viaggio con una conferenza stampa finale che si terrà l’8 febbraio 2010 alle ore 11,30 a Roma presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università "La Sapienza", via Salaria 113 Aula B10.

Durante la conferenza, Manoel Uilton dos Santos, leader del popolo indigeno Tuxà e coordinatore generale dell'Apoinme (Articolazione dei Popoli e delle Organizzazioni Indigene del Nordest, Minas Gerais e Espírito Santo) ed Edilene Bezerra Pajeù, leader del popolo indigeno Trukà e professoressa indigena, racconteranno la loro esperienza e presenteranno i risultati raggiunti in questo viaggio europeo, nato proprio con l’obiettivo di far ascoltare la propria denuncia agli organismi internazionali di difesa dei diritti umani, ai governi e alla società civile europea rispetto al progetto di trasposizione delle acque del fiume São Francisco. Alla conferenza interverranno inoltre i responsabili delle associazioni promotrici della Campagna e i rappresentanti della Facoltà, per animare il dibattito con studenti e giornalisti.

 

Dal 25 al 27 gennai scorsi, la delegazione è stata a Roma, dove si sono svolti due importanti appuntamenti pubblici: la conferenza di presentazione della Campagna Oparà e un partecipato incontro pubblico seguito da cena solidale che si è svolto presso la Comunità San Paolo. Incontri pubblici ed iniziative di sensibilizzazione si sono tenuti anche a Udine e a Bolzano. Il 1 febbraio 2010, la delegazione ha incontrato a Ginevra rappresentanti dell’Onu, dell’Organizzazione internazionale del Lavoro e del Consiglio Mondiale delle Chiese. L’Organizzazione internazionale del lavoro ha già chiesto chiarimenti al governo brasiliano riguardo le violazioni della Convenzione 169 sul progetto di deviazione delle acque e attende la sua risposta. Dopo la visita al Parlamento europeo di Bruxelles, dove la delegazione ha incontrato diversi parlamentari, oggi i tre rappresentanti indigeni sono a Ginevra, poi torneranno a Roma per terminare il loro viaggio con la conferenza finale di lunedì 8 febbraio. Per tutta la durata del viaggio, i delegati hanno avuto la possibilità di rilasciare interviste ai media per parlare della Campagna Oparà e del progetto di trasposizione. Diversi parlamentari hanno mostrato interesse alla Campagna: l’on. Domenico Scilipoti (Commissione Ambiente Camera dei Deputati) ha dato il suo appoggio alla Campagna e si è reso disponibile a diffonderla tra politici ed autorità.

 

La Campagna Oparà si batte contro un mega-progetto di ingegneria idraulica inserito nel Programma di accelerazione della crescita (PAC) del governo Lula, che prevede la costruzione di due canali di deviazione delle acque di più di 600 km di lunghezza, 2 dighe idroelettriche, 9 stazioni di pompaggio, 27 acquedotti, 8 tunnel e 35 dighe di contenimento e riserva dell’acqua. Il progetto avrà un devastante impatto socio-ambientale sui 33 popoli indigeni e si trova attualmente in fase di costruzione nonostante le numerose irregolarità giuridiche riscontrate.

 

La Campagna Oparà è promossa dalle seguenti organizzazioni brasiliane: Apoinme, Associação de Advogados dos Trabalhadores Rurais no Estado da Bahia, Núcleo de Estudos em Comunidades e Povos Tradicionais e Ações Socioambientais da Universidade do Estado da Bahia, Commissione Pastorale dei Pescatori, Conselho Indigenista Missionário, CPT - Commissione Pastorale della Terra e Via Campesina. Il comitato promotore italiano è composto da Solidarietà e cooperazione - Cipsi, Sal, CeVI, A Sud in collaborazione con il Forum Italiano dei movimenti per l’acqua, AltraMente, Voci della Terra all’interno della Campagna "Libera l’Acqua" (www.liberalacqua.it).

 

Scarica il volantino della conferenza stampa finale dell’8 febbraio 2010 a Roma

 

Per informazioni: Solidarietà e Cooperazione - Cipsi, tel. 06.5414894, mail: info@cipsi.it, web: www.cipsi.it

 


 

Roma, 26 gennaio 2010 – È iniziato ieri con la prima conferenza pubblica di presentazione della Campagna Oparà, popoli indigeni in difesa del fiume Sao Francisco, il viaggio che porterà i tre delegati indigeni brasiliani in giro per l’Italia e l’Europa fino al 7 febbraio 2010.

Manoel Uilton dos Santos, leader del popolo indigeno Tuxà e coordinatore generale dell'Articolazione dei Popoli e delle Organizzazioni Indigene del Nordest, Minas Gerais e Espírito Santo (Apoinme), ha spiegato: "L'impatto che quest’opera faraonica ha sulle popolazioni indigene con un esempio concreto: "La nostra gente ha vissuto per secoli sostenendosi con un’agricoltura basata sul ciclo delle maree del fiume. Quando pioveva, la marea si alzava inondando le rive del fiume e lasciando un limo molto fertile sul terreno nel momento del suo ritiro. Con la costruzione delle dighe questo non accade più e la conseguenza di ciò è la completa distruzione del nostro modo di coltivare. Stanno tentando di trasformare l’acqua in un bene privato, perché le comunità che vivono sulle rive del fiume non avranno più un accesso diretto ad essa. Si tratta pertanto di un progetto che viola i diritti umani di tutti i cittadini brasiliani e che avrebbe delle alternative a costi e impatti minori: penso alla costruzione di cisterne, piccoli bacini di raccolta acque o pozzi artesiani. Ma questo comporterebbe una perdita di denaro per l’elite di ricchi imprenditori che stanno beneficiando del progetto. Noi auspichiamo che, anche grazie all’aiuto che otterremo dall’Europa, prima delle prossime elezioni che si terranno in ottobre, il Supremo Tribunale Federale giudichi le azioni legali pendenti".

Edilene Bezerra Pajeù, professoressa leader del popolo indigeno Trukà, ha rimarcato con parole forti le loro difficoltà: "Il progetto per noi indigeni significa massacro, un vero etnocidio culturale. Non sappiamo cosa sarà di noi, stiamo perdendo la nostra relazione divina con il fiume, che è anche fonte di vita per noi. Inoltre, proseguono gli omicidi dei nostri leader che lottano contro i progetti come questo. Io ho paura per i nostri figli, che rischiano ogni giorno di perdere la vita".

Saulo Ferreira Feitosa, membro del Consiglio Indigenista Missionario – Cimi, spiega con chiarezza che "il progetto di trasposizione del fiume rientra nel Programma di Accelerazione della Crescita voluto da Lula. Avevamo molte speranze su questo governo. Ci sono stati cambiamenti positivi sulle politiche internazionali e sociali, ma per quanto riguarda lo sviluppo economico, siamo allo stesso livello dei governi precedenti. Con l’aggravante che molti parlamentari che un tempo appoggiavano la nostra battaglia, oggi sono nel governo Lula e ci hanno voltato le spalle. Lo sterminio degli indigeni passa anche attraverso la costruzione di queste grandi opere. È necessario restituire la voce a queste popolazioni ".

Guido Barbera, presidente di Solidarietà e Cooperazione – Cipsi, durante il suo intervento alla conferenza che si è svolta presso la Sala della Pace della provincia di Roma, ha sottolineato: "La battaglia portata avanti dagli indigeni brasiliani deve essere un esempio per tutti noi; una lezione di civiltà, democrazia e responsabilità civica e sociale che tutti dobbiamo assumere come cittadini, soprattutto in questo periodo di crisi profonda che stiamo subendo passivamente. Dobbiamo riappropriarci della vera democrazia, che esiste quando c’è la partecipazione attiva dei ogni cittadino. Di una problematica così grande come la deviazione di un fiume che interessa ben 33 popoli indigeni, quanto abbiamo sentito parlare qui in Europa? Se vogliamo dare un volto umano a questa società, è necessario ripartire dal rispetto dell’ambiente e dei diritti umani di ogni popolo. E del ruolo della cooperazione che non è solo progetti e denaro".

 

La permanenza a Roma della delegazione continua oggi dalle ore 18.00 presso la Comunità San Paolo, in via Ostiense 152/b, dove si terrà un incontro pubblico seguito da una cena solidale. Durante l’incontro, verranno proiettati video e raccontate le testimonianze dei popoli indigeni.

 

L'obiettivo del viaggio europeo della delegazione è sensibilizzare istituzioni, governi e società civile sul progetto di trasposizione delle acque del fiume Sao Francisco, ma anche esercitare pressione sul Supremo Tribunale Federale brasiliano, affinché blocchi immediatamente i lavori ed esamini le azioni giuridiche pendenti, che denunciano le numerose irregolarità del progetto. Le tappe successive a Roma saranno Udine, Bolzano, Ginevra (ONU e OIL), Bruxelles (Parlamento Europeo), e Berlino. Il tutto si concluderà con una conferenza stampa conclusiva a Roma l’8 febbraio alle ore 12 (sede da identificare).

 

La Campagna Oparà è promossa dalle seguenti organizzazioni brasiliane: Apoinme, Associação de Advogados dos Trabalhadores Rurais no Estado da Bahia, Núcleo de Estudos em Comunidades e Povos Tradicionais e Ações Socioambientais da Universidade do Estado da Bahia, Commissione Pastorale dei Pescatori, Conselho Indigenista Missionário, CPT - Commissione Pastorale della Terra e Via Campesina. Il comitato promotore italiano è composto da Solidarietà e cooperazione - Cipsi, Sal, CeVI, A Sud in collaborazione con il Forum Italiano dei movimenti per l’acqua, AltraMente, Voci della Terra all’interno della Campagna "Libera l’Acqua" (www.liberalacqua.it).

 


 

Roma, 21 gennaio 2010 – Dal 24 gennaio al 7 febbraio 2010 sarà in viaggio per l’Italia e l’Europa una delegazione indigena brasiliana con l’obiettivo di far ascoltare la propria denuncia agli organismi internazionali di difesa dei diritti umani, ai governi e alla società civile europea rispetto al progetto di trasposizione delle acque del fiume São Francisco in Brasile.

I rappresentanti della delegazione sono: Manoel Uilton dos Santos, leader del popolo indigeno Tuxà e coordinatore generale dell'Articolazione dei Popoli e delle Organizzazioni Indigene del Nordest, Minas Gerais e Espírito Santo (Apoinme); Edilene Bezerra Pajeù, leader del popolo indigeno Trukà, professoressa indigena e membro della Commissione di Professori Indigeni del Pernambuco – Copipe, e della Commissione Nazionale dei Professori Indigeni; Saulo Ferreira Feitosa, membro del Consiglio Indigenista Missionario – Cimi, dal 1983 e membro titolare della Commissione Brasiliana di Giustizia e Pace dei Vescovi Brasiliani.

Il 25, 26 e 27 gennaio 2010 la delegazione sarà a Roma. Sono previsti due importanti appuntamenti: il 25 gennaio alle ore 16.30 presso la Sala della Pace della provincia di Roma in via IV Novembre 119/a, i tre delegati parteciperanno alla conferenza di presentazione della Campagna Oparà, con la partecipazione del Consigliere provinciale Gianluca Peciola.

Il 26 gennaio dalle ore 18.00 presso la Comunità San Paolo, in via Ostiense 152/b si terrà un incontro pubblico seguito da una cena solidale. Durante l’incontro, verranno proiettati video e raccontate le testimonianze dei popoli indigeni.

 

La Campagna Oparà. Popoli Indigeni in difesa del fiume São Francisco si batte contro un mega-progetto di ingegneria idraulica inserito nel Programma di accelerazione della crescita (PAC) del governo Lula, che prevede la costruzione di due canali di deviazione delle acque di più di 600 km di lunghezza, 2 dighe idroelettriche, 9 stazioni di pompaggio, 27 acquedotti, 8 tunnel e 35 dighe di contenimento e riserva dell’acqua. Il progetto avrà un devastante impatto socio-ambientale sui 33 popoli indigeni e si trova attualmente in fase di costruzione nonostante le numerose irregolarità giuridiche riscontrate. La Campagna nasce con lo scopo di denunciare le numerose violazioni dei diritti indigeni da parte del progetto di trasposizione.

L'obiettivo del viaggio europeo della delegazione è sensibilizzare istituzioni, governi e società civile, ma anche esercitare pressione sul Supremo Tribunale Federale brasiliano, affinché blocchi immediatamente i lavori ed esamini le azioni giuridiche pendenti, che denunciano le numerose irregolarità del progetto. Le tappe successive a Roma saranno Udine, Bolzano, Ginevra (ONU e OIL), Bruxelles (Parlamento Europeo), Parigi e Berlino.

Durante il viaggio verrà divulgato il "Dossier di denuncia: Popoli Indigeni del Nordest pregiudicati dalla Trasposizione del Fiume São Francisco" e verranno promosse udienze con parlamentari, presso la Commissione e il Parlamento europeo, con i relatori speciali di diritti umani dell’Onu e dell’Oil, nonché incontri presso i Ministeri le cui politiche hanno un impatto sulla popolazione brasiliana, incontri pubblici con le organizzazioni, i movimenti sociali, la società civile, gli enti di cooperazione internazionale, i mass media.

 

La Campagna Oparà è promossa dalle seguenti organizzazioni brasiliane: Apoinme, Associação de Advogados dos Trabalhadores Rurais no Estado da Bahia, Núcleo de Estudos em Comunidades e Povos Tradicionais e Ações Socioambientais da Universidade do Estado da Bahia, Commissione Pastorale dei Pescatori, Conselho Indigenista Missionário, CPT - Commissione Pastorale della Terra e Via Campesina. Il comitato promotore italiano è composto da Solidarietà e cooperazione - Cipsi, Sal, A Sud in collaborazione con il Forum Italiano dei movimenti per l’acqua, AltraMente, CeVI, Centro di accoglienza "E. Balducci", Voci della Terra all’interno della Campagna "Libera l’Acqua" (www.liberalacqua.it).

 

Scarica il volantino della visita della delegazione a Roma

 


 

Roma, 14 gennaio 2010 - La trasposizione delle acque del fiume São Francisco in Brasile è un mega-progetto di ingegneria idraulica inserito nel Programma di accelerazione della crescita (PAC) del governo Lula. Prevede la costruzione di due canali di deviazione delle acque di più di 600 km di lunghezza, 2 dighe idroelettriche, 9 stazioni di pompaggio, 27 acquedotti, 8 tunnel e 35 dighe di contenimento e riserva dell’acqua. Il progetto, che avrà un devastante impatto socio-ambientale sui 33 popoli indigeni, si trova attualmente in fase di costruzione nonostante le numerose irregolarità giuridiche riscontrate. La Campagna Oparà. Popoli Indigeni in difesa del fiume São Francisco nasce con lo scopo di denunciare le numerose violazioni dei diritti indigeni da parte del progetto di trasposizione. Infatti, tale progetto viola il diritto all'autoaffermazione etnica, in quanto rappresentanti dei poteri pubblici hanno ripetutamente negato la presenza di popoli indigeni all'interno dell'area di influenza del progetto. Viola il diritto alla consultazione previa e informata, poichè il governo non ha realizzato alcun procedimento di consultazione dei popoli indigeni pregiudicati dal progetto di trasposizione. Viola i diritti territoriali indigeni, poichè la Costituzione Federale stabilisce che le terre tradizionalmente occupate dagli indigeni fanno parte del patrimonio dell’Unione, garantendone il possesso permanente agli indigeni che le occupano; vieta inoltre qualsiasi processo di rimozione forzata della popolazione. Il progetto di trasposizione rappresenta dunque di per se stesso un’invasione dei territori dei popoli indigeni Truká e Pipipã, che attualmente sono occupati con divieto di accesso dall’esercito brasiliano per garantire l’inizio dei lavori, e minaccia l’integrità dei territori dei popoli Tumbalalá, Kambiwá e Anacé. Viola infine il diritto di accesso alla giustizia, poichè il 19 dicembre 2007 la Suprema Corte Federale si è rifiutata di prendere in considerazione le obiezioni giuridiche al progetto presentate dalle organizzazioni della società civile, reputandole illegittime.

 

Una delegazione indigena sarà in viaggio nei paesi europei dal 24 gennaio al 6 febbraio 2010 per far ascoltare la propria denuncia agli organismi internazionali di difesa dei diritti umani, ai governi e alla società civile europea. L'obiettivo è esercitare pressione sul Supremo Tribunale Federale brasiliano, affinché blocchi immediatamente i lavori ed esamini le azioni giuridiche pendenti, che denunciano le numerose irregolarità del progetto. Le tappe previste sono: Roma, Udine, Bolzano, Ginevra (ONU e OIL), Bruxelles (Parlamento Europeo) e Parigi. I rappresentanti della delegazione sono: Manoel Uilton dos Santos, leader del popolo indigeno Tuxà e coordinatore generale dell'Articolazione dei Popoli e delle Organizzazioni Indigene del Nordest, Minas Gerais e Espírito Santo (Apoinme); Edilene Bezerra Pajeù, leader del popolo indigeno Trukà, professoressa indigena e membro della Commissione di Professori Indigeni del Pernambuco – Copipe, e della Commissione Nazionale dei Professori Indigeni; Saulo Ferreira Feitosa, membro del Consiglio Indigenista Missionario – Cimi, dal 1983 e membro titolare della Commissione Brasiliana di Giustizia e Pace dei Vescovi Brasiliani.

Durante il viaggio verrà divulgato il "Dossier di denuncia: Popoli Indigeni del Nordest pregiudicati dalla Trasposizione del Fiume São Francisco" e verranno promosse udienze con parlamentari, presso la Commissione e il Parlamento europeo, con i relatori speciali dei diritti umani dell’ONU e rappresentanti dell’OIL, nonché incontri presso i Ministeri le cui politiche hanno un impatto sulla popolazione brasiliana, incontri pubblici con le organizzazioni, i movimenti sociali, la società civile, gli enti di cooperazione internazionale, i mass media.

 

Il fiume São Francisco é il terzo bacino idrografico del Brasile e ha un’estensione di 3.160 km. Il fiume ha già subito profondi interventi che ne hanno gravemente alterato l’equilibrio ambientale: 7 dighe idroelettriche e più di 30 sbarramenti, gestiti dalla Compagnia Idroelettrica del São Francisco (CHESF). Questi interventi hanno già provocato il disboscamento del 95% delle foreste che proteggevano gli argini, nonché la rimozione forzata di 150.000 persone.

Per l’attuale progetto di trasposizione delle acque del fiume São Francisco è previsto un investimento di 6,6 miliardi di Reais. Secondo lo stesso progetto del governo, il 4% delle acque trasposte sarà destinato alla popolazione rurale, il 26% sarà destinato ad un uso urbano e industriale e il 70% a progetti di irrigazione di grandi estensioni di monocoltura, la cui produzione sarà destinata principalmente all’esportazione.

Il progetto di trasposizione ha un forte impatto socio-ambientale sui 33 popoli indigeni che vivono all’interno del suo bacino idrografico. Circa 8.000 indigeni subiranno un impatto diretto, subendo la rimozione forzata, l’allagamento di parti del loro territorio, la distruzione di luoghi sacri. Il 19 dicembre del 2007, il Supremo Tribunale Federale brasiliano ha dichiarato che il progetto non ha impatti negativi in terre indigene e si è rifiutato di considerare legittime le azioni giuridiche contro la trasposizione presentate dalle organizzazioni indigene e della società civile. I lavori di costruzione sono in corso dal giugno 2007 ed è già stato realizzato il 15% dell’opera.

 

La Campagna Oparà è promossa dalle seguenti organizzazioni brasiliane: Apoinme, Associação de Advogados dos Trabalhadores Rurais no Estado da Bahia, Núcleo de Estudos em Comunidades e Povos Tradicionais e Ações Socioambientais da Universidade do Estado da Bahia, Conselho Pastoral dos Pescadores/NE, Conselho Indigenista Missionário, Articulação Popular pela revitalização do Rio São Francisco, Via Campesina Nord Est Brasile. Il comitato promotore italiano è composto da Solidarietà e cooperazione - Cipsi, SAL (Solidarietà con l’America latina), CeVI (Centro di volontariato internazionale per la cooperazione allo sviluppo), CIPAX (Centro Interconfessionale per la Pace), Altramente.

 

Per informazioni: Ufficio stampa Cipsi, tel. 06.5414894, mail: ufficiostampa@cipsi.it e info@cipsi.it, web: www.cipsi.it.

Sal, tel./fax: 347.8236976, mail: info@saldelatierra.org, web: www.saldelatierra.org.

CeVI, tel. 0432.548886, mail:info@cevi.coop, web: http://www.cevi.coop.

 

 

Breve presentazione della Campagna e dei rappresentanti della delegazione (.doc)

 

Scheda sintetica con i dati del progetto di trasposizione del fiume (.doc)

 

Sintesi del dossier di denuncia (.doc)

 

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