Car* volontari* di SCU, ti consiglio di…, a cura di Rocco D’Ambrosio

Una bella esperienza e una sentita testimonianza di una realtà giovanile sana e motivata. Giovani volontari del Servizio Civile Universale (con il CIPSI) scrivono ai loro colleghi per motivarsi a vicenda. Ecco le lettere.

CIPSI: SCU FORMAZIONE GENERALE 

Roma, 9 giugno 2022

Argomento: La formazione civica – La Costituzione

Docente: prof. Rocco D’Ambrosio

Alla fine della lezione i giovani volontari hanno scritto una lettera a un ipotetico collega – di nome Giulio o Lucia – per consigliare a lei/lui quali sono gli atteggiamenti di fondo necessari per vivere bene l’anno di servizio civile. Ognuna di queste lettere è stata poi inviata, anonimamente, a uno/una dei partecipanti al gruppo. Cosi tutti hanno ricevuto un messaggio da un loro collega partecipante al corso, senza conoscerne il nome. La lettera era introdotta da queste parole: 

 Ora scriviamo una lettera a un/una collega del SCU per riflettere su cosa mettere nella «cassetta degli attrezzi» del servizio prossimo, cioè quali sono i «punti fermi» di cui un volontario SCU ha bisogno in quest’anno?

 Di seguito i testi delle varie Lettere.

1. Cara Lucia, 

alla luce di questi primi giorni e alla formazione che sto svolgendo ho intuito che si può fare un buon anno di servizio civile se hai questi elementi nella tua cassetta degli attrezzi:

–       volontà di metterti in gioco; poiché il servizio civile ti chiederà di espandere i tuoi confini e di metterti in gioco sotto vari punti di vista, portando il tuo contribuito nei settori che più conosci e che sono più affini alla tua personalità, ma anche di provare e sperimentare ambiti che a te sono del tutto ignoti;

–       capacità di gestire momenti di difficoltà; anche nel servizio civile sarai costretta ad affrontare dei momenti di difficoltà, per tuoi motivi personali, per motivi legati ai tuoi colleghi, a causa di un momento di sconforto, ma dovrai provare con tutte le forze a reagire, gestendo le emozioni e quei momenti di difficoltà, provando a dialogare con te stessa e con chi ti sta vicino; 

–       voglia di dare e ricevere; mettersi a disposizione degli altri, cercando di svolgere il servizio civile nel miglior modo possibile, ma anche provare a ricevere e ad immagazzinare tutto quello che verrà fuori da questa esper ienza. 

2. Caro Giulio, Cara Lucia,

ritengo che per vivere quest’anno di Servizio Civile sia fondamentale saper essere empatici, avere pazienza, ma soprattutto non perdere se stessi.

Dico “saper essere empatici” perché l’empatia è qualcosa di innato e che non si insegna: tutto quanto viene insegnato è un’aggiunta al nostro essere, un qualcosa di forzato che non si assimila da sé.

Dico, invece, “avere pazienza”, perché sapersi dare agli altri è soprattutto pazienza: azzittire i nostri problemi (economici, familiari, di salute ecc) per darsi agli altri.

In ultimo, dico “non perdere se stessi” perché spesso l’egoismo viene visto come qualcosa di cattivo, contro l’umanità, ma in realtà è benessere verso se stessi, che formiamo il gruppo, la comunità. Chiedo: dare agli altri e ritenerla una forma di benessere per se stessi, un qualcosa che ci fa bene, non è allora egoismo? Forse dovremmo imparare a differenziare tra egoismo benevolo e malevolo. 

Caro Giulio, Cara Lucia, mi auguro che comprendiate quanto detto.

Un saluto.

3. Caro Giulio,

Ho iniziato da poco il servizio civile e vorrei consigliarti una serie di strumenti che ritengo indispensabili per vivere questa esperienza.

L’empatia credo sia la prima condizione indispensabile. Senza di essa non é possibile vivere a pieno questa esperienza, sia a livello di relazioni coi nostri colleghi, che a livello più personale.

L’essere aperti e pronti a cogliere gli stimoli, penso sia un’altro strumento necessario. Avere la possibilità di confrontarsi con persone che lavorano nel sociale e con gli stessi colleghi, é una fonte di sapere e crescita preziosa. 

Condividere é allo stesso modo fondamentale. Mettere a disposizione dei colleghi e del progetto le proprie conoscenze e qualità. Per rendersi, sentirsi utili e contribuire. 

4. Caro Giulio,

ritengo che per svolgere quest’anno di servizio civile nella tua cassetta degli attrezzi non possano mancare tre cose fondamentali. La prima è l’empatia, qualità importante per questo tipo di lavoro. L’empatia sarà alla base poiché ti troverai ad avere a che fare con persone che necessitano il tuo supporto anche a livello psicologico. È importante essere presente e riuscire a capire l’altro. 

Come secondo consiglio ti dico di essere paziente, come mi è stato raccontato da altri volontari la pazienza è di grande importanza poiché dovrai avere a che fare con caratteri forti e con dinamiche familiari molto pesanti. 

Come ultima cosa ti dico di essere organizzato perché ci sarà molto lavoro da fare ed è importante poter gestire tutti gli impegni nel modo più efficiente possibile, in modo tale da rendere la tua esperienza e quella degli altri più serena. 

5. Cara Lucia,

sto facendo formazione per iniziare il servizio civile ed ho intuito che per affrontare quest’anno probabilmente avremo bisogno di questa cassetta di attrezzi indispensabili:

a. apertura – un’apertura che ci permetta di accogliere tutto ciò che incontreremo sul nostro cammino, accoglierlo come un dono ed un insegnamento prezioso.

b. coraggio – per affrontare le difficoltà che incontreremo durante il percorso, perché assisteremo a situazioni difficili, verremo a contatto con ingiustizie anche inaspettate, e con coraggio dobbiamo riconoscerle ed aiutare gli altri a fare altrettanto e in fine soprattutto trovare il coraggio di chiedere aiuto e superare insieme le difficoltà.

c. amore – verso noi stessi, verso i nostri compagni, verso l’altro, e tutto ciò che ci circonda.

Spero che tenere a mente questo ci sarà utile.

Con affetto

6. Cara Lucia,

alla luce della formazione di questi giorni, sentendo tanti scambi di idee, essendomi immersa in una realtà di condivisione e autovalutazione, avendo poi già cominciato il mio servizio insieme ai miei compagni, ho intuito che si può fare un buon anno di servizio civile se nella tua cassetta degli attrezzi saprai inserire queste 3 cose:

a. Fiducia.

Una grande fiducia in te stessa e negli altri tuoi compagni di servizio, perfino nel tuo ente, nelle tue e nelle loro potenzialità, nell’occasione di potervi aiutare a crescere a vicenda e a raggiungere la consapevolezza di saper ricevere quanto dare che prima magari avevi difficoltà di provare.

b. L’empatia.

Una forte empatia verso il prossimo, chiunque esso sia, un superiore, un compagno, una persona che aiuterai durante il tuo servizio.

Dovrai imparare ad ascoltare, a sentire forti emozioni (anche negative, come le mancanze, le povertà di ogni tipo, le emarginazioni) facendole tue, e di conseguenza a dare le tue di emozioni per permettere a chi ti ascolterà di sentirti davvero, come tu sentirai loro, creando così un forte legame d’animo.

Perché quando capisci l’altro, quando esci dai tuoi panni per metterti nei suoi, può essere un aiuto per capire meglio te stessa e cosa stai vivendo.

Ma sta attenta, resta sempre dentro i confini, metti i giusti paletti, mantieni un certo distacco mentale, avvicinati col cuore, ma rimanendo lucida con la testa.

c. L’aiuto.

Cerca sempre di aiutare dov’è possibile, fin quando è possibile, e fin dove te lo permettono.

Aiuta senza essere invadente, agisci senza modificare troppo le altre realtà destabilizzando, pensa a come potresti fare per alleviare un po’ di quella sofferenza, mancanza, impotenza.

Aggiusta ciò che è rotto, guarisci chi soffre, fa sorridere chi ha gli occhi spenti, sii una guida per chi ti chiederà aiuto, ma senza stravolgere ogni cosa, rimani sempre ferma nella tua e nella sua realtà.

Il concetto dell’aiuto ti servirà a “migliorare” le situazioni altrui, ma anche a migliorare te stessa e ciò che non ci hanno mai dato la possibilità di imparare e vedere da vicino.

Ti auguro un buon servizio, una buona consapevolezza, una buona collaborazione con chi ti circonderà.

Spero che tu possa arricchire, senza togliere mai a te stessa.

7. Cara Lucia, 

ho intuito che per fare un buon anno di servizio nella mia cassetta degli attrezzi ci deve essere: 

– la cooperazione, nel mio caso con il mio team oltre che con altre figure o utenti che incontrerò in questo cammino. 

– l’ascolto, per me l’ascolto attivo è fondamentale per poter apprendere e conoscere meglio sia l’ente che gli utenti. 

– cittadinanza attiva, poiché perno delle mie azioni. 

8. Ciao Giulio,

ho cominciato da poco il percorso di formazione in vista dell’inizio del servizio civile. 

Al momento penso che, per affrontare questa esperienza, serva sicuramente una sana dose di idealismo, è necessario credere fortemente in quello che si sta facendo altrimenti la motivazione potrebbe venire meno. 

Tuttavia, è necessario anche essere realisti, sicuramente non tutto andrà secondo i piani, ci sono cose che potrebbero non piacerti e potresti non ottenere i risultati sperati. 

Bisogna essere elastici e aperti al confronto con gli altri, nella vita nulla è bianco o nero, e una visione diversa dalla vostra può essere motivo di arricchimento. Infine, posso dirti che è necessario lavorare insieme, fidarsi dei membri del proprio gruppo e spronarsi a vicenda a dare il massimo, anche nei momenti di sconforto. 

9. Cara Lucia, 

alla luce di questi primi giorni di servizio, ho capito che per vivere al meglio quest’anno nella cassetta degli attrezzi bisogna mettere: 

un foglio bianco, possibilmente grezzo, possibilmente non rigido per riscrivere tutto quello che hai imparato finora e tutto quello che imparerai, che metterai in gioco, che metterai in crisi. 

Insieme al foglio è necessaria l’umiltà e la gentilezza dell’incontro. Non sai dove stai andando, né come si configurerà realmente il contesto che ti sta ospitando per il servizio. Fai un passo indietro, osserva con amore e poniti nell’atteggiamento di qualcuno che ha ancora tutto da imparare. 

L’umiltà, infine, accompagnala a una buona dose di coraggio. Va bene avere paura di una circostanza ignota e non prevedibile, chi ti sta intorno lo sa. Canalizzala in un sentimento solidale, nella condivisibile rivoluzione d’amore che sogni di poter compiere in te, negli altri e, soprattutto, con gli altri.

10. Cara Lucia, 

alla luce di questi primi giorni credo che si possa fare un buon anno di servizio civile se ti impegni a: 

– Puntare sulle relazioni e sulla loro importanza: senza comunicarsi, senza un dialogo con l’altro, con le sue ideologie e necessità – ovvero restando chiusi in sé stessi – non esiste cambiamento né crescita.

– Mantenere uno spirito di uguaglianza: siamo tutti uguali, non esiste nessuno migliore o peggiore da nessun punto di vista. Non esistono distinzioni tra di noi e tutti dovrebbero essere ascoltati. Inoltre, tutti hanno dei diritti che devono essere garantiti e salvaguardati. L’uguaglianza dev’essere il principio che ci muove. 

– Mantenere una postura di cooperazione, anche in caso di conflitto. Si deve tenere in mente in bene collettivo, cercando di lasciare da parte tracce di individualismo e cercando di immedesimarsi, uscire da sé stessi e cercare di guardare non solo con il proprio sguardo, ma con lo sguardo dell’altro. 

11. Cara Lucia,

ho iniziato da poco il servizio civile e penso che nella cassetta degli attrezzi per questo percorso ci sono alcuni strumenti essenziali che sono fondamentali secondo me e sono:
 

–       Lo spirito di collaborazione, senza la quale non è possibile essere in sintonia con gli altri e partecipare attivamente ai vari progetti.
– L’assertività per comunicare al meglio con gli altri e se stessi.
– il coraggio di mettersi in gioco nonostante le difficoltà che si possono incontrare.

Con affetto.

12. Caro Giulio, 
nelle ultime due settimane ho fatto molti incontri volti alla formazione del percorso verso il servizio civile che ancora devo intraprendere.
Vi sono degli strumenti, una sorta di cassetta degli attrezzi, che, penso siano necessari per non arrivare impreparati di fronte a questa nuova esperienza:

a. Avere una dimensione emotiva e spirituale, sapersi allontanare da sé e dal proprio egoismo razionale; 

b. La determinazione che consentirà di ignorare le critiche di chi ritiene questa esperienza non utile;

c. La consapevolezza che la solidarietà può avere un costo in termini di tempo, di empatia, soldi e dei propri interessi egoistici


Saluti.

13. Cara Lucia 

ho iniziato l’avventura del servizio civile e nonostante siano trascorsi pochi giorni credo che nella cassetta degli attrezzi siano necessari: 

– la capacità di mettere in discussione i propri pensieri, nel senso di “pensare di nuovo”.

– la pazienza soprattutto quando lavori in team, perché i tuoi colleghi saranno fondamentali durante il percorso (non saranno solo amici, ma anche fonte di ispirazione e supporto).

– gratitudine verso le persone che ti accompagneranno lungo il percorso.

Saluti.

14. Caro Giulio,

alla luce di questi primi giorni di servizio e formazione ho intuito che si può fare un buon anno di servizio se nella cassetta degli attrezzi hai questi tre: 

–      la solidarietà è sicuramente uno degli strumenti da portare con sé, attraverso l’ascolto e l’accoglienza di chi ci seguirà nel percorso e soprattutto delle persone con cui ci interfacceremo quotidianamente ci permetterà di trarre il più possibile a livello umano e crescere insieme in questo anno; 

–      il nostro servizio ci permetterà di lavorare e sperimentare in diversi campi del nostro progetto quindi lo spirito di adattamento e l’empatia per sperimentare tutte le esperienze e le difficoltà che ci troveremo a vivere riuscendo a metterci nei panni degli altri ed uscire dalla nostra sfera;  

–      sicuramente il filo conduttore per riuscire a svolgere un buon anno di servizio è la fiducia verso i nostri OLP, parlando e discutendo delle eventuali problematiche, ho osservato che loro ripongono molta fiducia e speranza in noi dai primi giorni di servizio come se già facessimo parte della squadra, fiducia nei confronti degli altri volontari dello SCU e anche nei bambini e ragazzi con cui ci interfacceremo solo così potremo creare qualcosa di solido. 

15. Ciao Giulio, 

penso che per il prossimo anno di servizio civile sarà indispensabile la flessibilità e saper scendere a compromessi per poter lavorare in armonia col gruppo, dato che lavorare in squadra sarà fondamentale per portare al meglio a termine il fine del progetto, e per gestire imprevisti che inevitabilmente si presenteranno. 

Sarà anche molto importante l’empatia e la capacità di instaurare rapporti umani, sia con i colleghi che con i fruitori del progetto, per creare un ambiente più piacevole e per riuscire ad essere davvero incisivi nell’ambito in cui si sta lavorando. 

Ultimo, non per importanza, sarà fondamentale la determinazione e credere davvero in quello che si sta facendo per completare il progetto con consapevolezza e profondità e anche per renderlo un momento formativo. 

Buona giornata.

16. Caro Giulio,

alla luce di questi primi giorni ho intuito che si può fare un buon anno di servizio se hai questa cassetta degli attrezzi:  

a- Una motivazione intrinseca, qualcosa che dal profondo ti smuova e ti faccia venir voglia di arricchire, donando, e di arricchirti, ricevendo.

b- Movimento verso il prossimo, partendo dalla necessità di stare con gli altri, di cercare un gruppo con il quale condividere il fine ultimo di aiuto vicendevole, partendo da un sentimento di fiducia reciproca tra i vari membri, che porta a cooperazione e solidarietà generando forme di volontariato. 

c- Credere sinceramente nei valori di Dignità, Uguaglianza e Libertà così da permette e contribuire al pieno sviluppo di ogni essere umano con il quale ti troverai ad interagire nel corso di questa esperienza

Sono sicura ne usciremo arricchiti.

Buona esperienza.

17. Caro Giulio, 

chi ti scrive questa lettera è una volontaria del servizio nazionale 2022. So che anche tu vorresti prendere parte all’esperienza ma sei ancora indeciso e insicuro. Prima di intraprendere questo cammino e di ragionare insieme a te, colgo l’occasione per dirti di non provare timore: la paura e l’incertezza rendono sano l’uomo e lo avvicinano al prossimo. Il tuo pensiero si trova in bilico come quello dei volontari che ti e ci hanno preceduto nella scelta. Sii coraggioso e sfida la tua insicurezza: se puoi pensarlo, puoi farlo. In te si celano voglia di imparare e crescere e ciò dovrebbe spingerti a compilare la domanda ed essere uno dei nostri. In attesa di questo, cercherò di svelarti un piccolo segreto, al fine che tu possa, già dal primo giorno, attrezzarti al meglio per intraprendere un viaggio intorno al mondo al mondo, o forse intorno ai mondi, non per ottanta ma per 365 giorni. Prima di ogni viaggio è necessario preparare una valigia che contenga tutto ciò che è essenziale: solitamente gli esploratori portavano con sé mappe, bussole e diari ma nel tuo caso gli attrezzi del mestiere saranno altri. Leggi attentamente e fa’ tesoro di queste parole. È bene che tu possa dotarti di 

UMILTA’; ricorda sempre, andando oltre i limiti dell’esperienza, che è sempre necessario ascoltare, imparare e crescere. Accetta il consiglio altrui, fuggi il pregiudizio, dialoga costruttivamente con la donna, l’uomo, il giovane che incontri. 

Ricorda di portare con te una buona dose di GIOIA: la vita è fatta di mille sfumature di colore ma sai bene che prima di ogni arcobaleno c’è sempre un temporale. Sii un arcobaleno, sii capace di portare il sorriso sul volto del prossimo e di sollevare l’anima di coloro i quali sono afflitti da nuvole nere e cariche di pioggia. Ricorda di calibrare le tue emozioni e di alternare a questa gioia e al sorriso anche il tempo della pace e della comprensione. 

In ultimo, caro Giulio, porta con te l’elemento per me più importante: La CURA: Poni riguardo e cura alle cose che incontrerai sul tuo percorso, perché anche il più piccolo filo d’erba merita il tuo sguardo. Ascolta i deboli, pratica l’inclusione e inoltre, agisci sempre come se tutto questo sia per te, per la tua famiglia e i tuoi amici. 

Buona fortuna, futuro volontario.

18. Caro Giulio,

stavo pensando all’anno di servizio civile che mi aspetta e, secondo me, le tre cose che non possono mancare nella “cassetta degli attrezzi” di un volontario sono: 

●Fiducia nel prossimo perché altrimenti non sarebbe possibile mettersi del tutto al servizio degli altri

●Voglia di imparare, perché se non si apprende nulla di nuovo l’esperienza sarebbe inutile● Saper mettersi in discussione, perché se si rimane radicati nelle proprie convinzioni non si può migliorare

A presto.

19. Cara Lucia, 

in questi primi giorni di Servizio Civile ho intuito che per fare il volontariato devi essere motivato se vuoi aiutare alle persone, per poter trasmettere l’energia positiva a chi ha bisogno, senza essere selettivo perché certamente siamo tutti essere umani, siamo uguali e soprattutto senza giudicarci. 

Penso che te potresti fare questo volontariato, perché? Perché sei una persona che sa parlare, una persona che sa dare e quando lo fa, lo fa con il cuore e secondo me sei la persona giusta per questo volontariato per trasmettere positività alle persone che hanno bisogno e soprattutto in queste situazioni. 

20. Caro Giulio, 

sto per iniziare il Servizio Civile e nella famosa cassetta degli attrezzi della cooperazione, ho deciso di portarmi 3 strumenti fondamentali per me: 

– Condivisione reciproca -> intesa come scambio e progressione personale consapevole 

– Duttilità -> elasticità pratica e teorica e immedesimarsi negli altri dunque osservare i fatti da più punti di vista possibili e qui si ritorna anche all’empatia

– Strada -> percorso che non ha mai fine. 

21. Cara Lucia 

sto per iniziare il servizio civile, ma per me ci sono 3 cose indispensabili per iniziare il progetto: 

• socializzare: sono una persona molto introversa e non riesco a socializzare subito. 

•fare nuove esperienze: per imparare cose nuove e per vedere posti nuovi cosa che non ho fatto prima. 

• crescere: per maturare di giorno in giorno.  

Grazie per avermi ascoltata 

Spero di poterti risentire 

22. Cara Lucia!!

Ho appena iniziato a fare il servizio civile universale.

Alla luce della formazione, ho intuito che si può fare il servizio civile per le motivazioni seguenti:

– L’accettazione degli altri > Capire che siamo tutti uguali con la differenza di sesso, di opinione, razza (provenienza geografica).

– La crescita personale/professionale > Crescere dentro l’ente che sarà scelto da te perché ogni giorno impariamo qualcosa di nuovo e di benefico, soprattutto riguardando i nostri percorsi di studio.

– Per essere un cittadino Attivo > Impegnarsi socialmente, aiutando gli altri ed essere disponibile per lo Stati e gli altri.

23. Caro Giulio, 

ti scrivo per informarti che ho iniziato il mio anno di Servizio Civile Universale e che non sto più nella pelle al pensiero di finire il corso di formazione e iniziare finalmente il servizio vero e proprio.

In questi giorni ci è stato spiegato in cosa consiste il Servizio Civile e qual è il suo significato e apporto alla comunità; devo ammettere di essere un po’ in ansia, è pur sempre una nuova esperienza… i docenti ci tranquillizzano facendoci notare che ciò di cui abbiamo bisogno per intraprendere questa nuova importante esperienza è già insisto in noi.

Per me 3 aspetti fondamentali, utili al raggiungimento degli obbiettivi e a vivere al meglio questa esperienza sono l’IMPEGNO, l’ELASTICITA’ e la FIDUCIA.

L’IMPEGNO è l’aspetto più importante in quanto non è solo uno strumento ma pure una motivazione a fare sempre meglio e non abbattersi di fronte agli ostacoli

L’ELASTICITA’ consente appunto di passare quegli ostacoli che si paventano davanti a noi in modo calmo ed intelligente, permettendoti di imparare cose nuove

LA FIDUCIA in se stessi per essere decisi nelle azioni che si compiono ma soprattutto negli altri in modo da creare delle connessioni che permettano al collettivo di evolversi in positivo.

24. Cara Lucia, 

Per svolgere il servizio civile, io credo ci sia bisogno di:

a. Solidarietà, perché è l’elemento fondamentale ed imprescindibile per impegnarsi nelle attività da affrontare. È il valore intrinseco che rende il servizio civile peculiare e diverso rispetto ad ogni altra esperienza formativa. 

b. Dialogo, perché senza dialogo non c’è scambio. E senza scambio non c’è servizio civile. Dialogo con i propri colleghi, con i responsabili e, soprattutto, con i terzi coinvolti nei vari progetti, destinatari della nostra attività. Bisogna tenere la mente aperta e priva di pregiudizi. 

c. Tenacia, perché – a prescindere dal progetto in cui si è impegnati – il servizio civile inevitabilmente ci farà entrare a contatto con persone in difficoltà e situazioni complesse. Bisogna avere tenacia per affrontarle al meglio, cercando di tenere sotto controllo l’emotività, in modo da rendere il miglior servizio possibile, per gli altri.  

Questa è, secondo me, la cassetta degli attrezzi fondamentale per quest’anno.

25. Caro Giulio e cara Lucia,

Non ho ancora realmente iniziato questa esperienza di servizio civile in quanto, come sai, sto ancora facendo formazione. 

Volevo comunque comunicarti quello che ritengo necessario per intraprendere questa esperienza: ritengo fondamentale la comprensione reciproca – voglio capire la realtà in cui mi sto addentrando per sentirmi realmente parte del gruppo per agire come un tutt’uno. Ma voglio anche essere capita e non annullata, vorrei potermi esprimere al meglio per dare il meglio.

Un’altra cosa che ritengo fondamentale è la motivazione: in particolare riuscire a fomentare ogni giorno la motivazione che mi ha spinto a scegliere il SCU ossia un forte desiderio di solidarietà e fratellanza/sorellanza.

Altro elemento è sicuramente la voglia di apportare un cambiamento reale e positivo: mi sono scocciata di essere semplicemente un attore passivo e stare a guardare senza avere la possibilità o la voglia di agire. È arrivato il mio momento e spero che questa esperienza possa essere solo l’inizio di un grande percorso di cittadinanza attiva che mi porti a realizzare cambiamenti utili e benefici per coloro con cui entrerò in contatto.

Ti saluto.

26. Cara Lucia, 

alla luce di questa prima di esperienza di servizio civile e questa settimana di formazione, credo che senza questi attrezzi nella tua cassetta, la tua esperienza diventerà un meccanismo processo di situazioni ripetitive. 

Personalmente credo che bisogna armarsi di tanta umiltà, perché non si conoscono tante dinamiche e dagli altri si può sempre imparare qualcosa di nuovo se abbiamo la giusta predisposizione. 

Poi sicuramente tanta pazienza, perché si presenteranno inconvenienti di ogni genere e sorta, e sapersi adattare con pazienza è fondamentale. Infine, il tutto deve essere fondato sul dialogo e confronto per arricchire la tua persona attraverso quest’esperienza. Un arricchimento a livello di relazioni, di professionalità e di etica.

27. Cara Lucia e caro Giulio,

Come state?

nella mia cassetta degli attrezzi sono necessarie questi tre strumenti nella cassetta degli attrezzi, che sto imparando dalla formazione iniziale che sto facendo:

– la pazienza, non aver fretta di imparare ma gusta ciò che verrà detto e datti tempo di capire;

– ruba con gli occhi, devi metterti ad osservare ed ascoltare ciò che fai e ti viene detto e farlo proprio criticamente;

– riuscire a fare un passo indietro, non partire con la supponenza di sapere tutto, cerca di avere voglia di imparare da chi vi guiderà in questa esperienza.

A presto.

28. Caro Giulio, 

ho iniziato il servizio civile da pochi giorni ed ho capito che per affrontare e vivere al meglio questo anno ci sono una serie di cose indispensabili da portare dentro/con sè:

a. un senso di accoglienza per se stessi e per gli altri, ed anche verso tutte le cose belle e brutte che bisognerà affrontare. Perchè accogliere porta ad interiorizzare.

b. curiosità per ogni esperienza che ci si presenterà davanti, perchè è la curiosità che ci fa progredire nelle cose.

c. rispetto, soprattutto per i limiti e le difficoltà, i nostri e quelli degli altri.

29. Caro Giulio,

penso che per vivere questa esperienza dovresti mettere nella tua cassetta degli attrezzi. 

– la consapevolezza, di te stesso, delle tue capacità, dei tuoi punti forti, ma anche di quelli deboli.

– la conoscenza di quello di cui dovrai occuparti per riuscire al meglio a trasferirlo ad altri.

– le aspettative. Durante la formazione ti verrà detto di lasciarle da parte. Io ti dico di no. Lasciare da parte le aspettative non è né giusto, né possibile. Le aspettative ti portano a migliorare. Se non dovessero essere soddisfatte, non ti preoccupare, si impara anche da quello, si trae qualcosa da tutto. 

30. Cara Lucia,

ho iniziato il servizio, pensando a quest’anno, ti dico in confidenza che  lo puoi vivere bene se nella tua cassetta degli attrezzi inserisci: tanta buona volontà poiché anche con un sorriso potresti raggiungere al meglio i tuoi obiettivi perché può servirti da stimolo, sii più empatica così entrando in confidenza con chi ti rapporti puoi continuare più serenamente il tuo servizio magari ricevendo anche dei feedback che ti aiutino a continuare a migliorare il tuo progetto, inoltre se svolgi un lavoro in team affidati e collabora con i tuoi colleghi e  le tue colleghe così che unendo le vostre forze e confrontandovi riuscirete a fare sicuramente un ottimo lavoro in armonia e otterrete ottimi risultati.

31. Caro Giulio, 

alla luce dei primi giorni di SCU e del tirocinio svolto precedentemente presso lo stesso ente, ho intuito che si può fare un buon anno di servizio padroneggiando questa cassetta degli attrezzi: 

-avere molta pazienza e umiltà, ma non così tanta da farsi piccoli e subire

-saper infatti anche tirare fuori la sicurezza nelle proprie capacità, e la forza per farsi valere verso chi cerca di sminuirti e ti impedisce di perseguire i propri interessi nel luogo di lavoro

-farsi scivolare addosso i drammi e le cattiverie quotidiane, tenendo a mente il motivo per cui lo si sta facendo e i propri ideali

-sviluppare grandi doti comunicative e di mediazione rispetto alle persone che avrai intorno, cercare il supporto dei colleghi ma senza mancare di rispetto e senza alimentare l’astio e l’incomprensione. 

Purtroppo, caro Giulio, le ONG sono luoghi di lavoro come gli altri, non certo un paradiso. E spesso è molto difficile convivere con i grandi personaggi carismatici che le hanno fondate. 

MI piacerebbe facessero questo tipo di formazioni anche a loro, questi personaggi carismatici intendo, e non soltanto a noi ragazzi. 

o che questi incontri ci dessero strumenti concreti per affrontare queste difficoltà, non solo riempiendoci la testa di belle parole e idee che poi si infrangono sulla realtà e sull’immobilismo del contesto in cui siamo finiti. 

Mi raccomando, scegli saggiamente la tua associazione, perché non sempre la copertina corrisponde al contenuto. 

In bocca al lupo.

32. Cara Lucia, 

ho appena iniziato il servizio civile e penso che ci siano delle cose che non possono mancare nella nostra cassetta degli attrezzi di volontarie: 

– capacità di adattamento per vivere le differenze come un arricchimento e attraversare luoghi e contesti nuovi al meglio;

– cura del gruppo e delle persone intorno a noi per valorizzare i processi collettivi con attenzione a come stanno le singole persone che li animano;

–       responsabilità e affidabilità per rispettare l’impegno che abbiamo preso e svolgerlo con la serietà che merita.

33. Caro Giulio,

sto facendo formazione e penso che durante quest’anno di servizio serviranno questi punti 

Pazienza dato che non tutto ciò faremo sarà eccitante ma sarà comunque utile. 

Spirito di gruppo dato che da soli non si può fare troppo, e bisogna saper cooperare tra i vari volontari con cui lavoreremo.

Voglia di fare dato che ci saranno molte tematiche da affrontare e serve essere motivati sennò ci scaricheremo presto.

34. Cara Lucia, 

Alla luce dei primi giorni di Servizio Civile ho intuito che si può fare un buon anno di servizio se hai questa cassetta degli attrezzi. 

Credo che la comprensione senza giudizio sia il modo di arrivare a cogliere la complessità della vita del prossimo, i suoi bisogni, le sue scelte. Chi si va ad aiutare esiste in molteplici realtà e contesti ed è la somma di tutto quello che ha vissuto. Comprendere senza giudicarlo con i nostri valori è importante nell’avvicinarsi e sperimentare il secondo strumento che penso sia fondamentale: l’empatia. 

Per empatia intendo il sentire che deriva dalla comprensione del prossimo, il caricarsi delle sue sofferenze senza però lasciarsi sopraffare. 

Come ultimo strumento, ti consiglierei di sentirti parte di un tutto e soprattutto, felice di esserlo.

35. Cara Lucia, 

ho iniziato la formazione del servizio civile e penso che ci siano tre cose che non possono mancare nella nostra cassetta degli attrezzi di noi volontarie:

a. empatia per poter comprendere (almeno in parte) le esperienze delle persone con cui lavorerai senza porti in una posizione di giudizio nei loro confronti.

b. voglia di fare e sperimentare per apprendere e sfruttare pienamente le occasioni che avrai.

c. coraggio per affrontare le sfide che caratterizzeranno il tuo percorso.

36.  Cara Lucia,

alla luce dei primi giorni di servizio civile ho intuito che si può fare un buon anno di servizio se hai una determinata “cassetta degli attrezzi”.

A mio parere è fondamentale possedere tre cose: buona volontà, empatia e intraprendenza. 

La buona volontà in quanto è un’attività che richiede impego, disponibilità e pazienza, le persone con cui si ha a che fare hanno ovviamente caratteri e necessità diverse. 

Per quanto riguarda l’empatia credo sia fondamentale perché per aiutare gli altri c’è bisogno di comprendere, ascoltare e di immedesimarsi nelle loro situazioni. 

Infine direi che c’è bisogno di intraprendenza e inventiva, proprio per andare incontro alle diverse esigenze di ognuno nel modo più giusto.

37. Caro Giulio, 

ho iniziato la mia esperienza di servizio civile da pochi giorni, non ho ancora iniziato a lavorare sul campo, se non per qualche incontro a scuola per quanto concerne il progetto che ho scelto.

Ho iniziato però a fare la formazione e, per quanto sto vivendo, ho capito che per poter portare avanti il progetto e cercare di concluderlo inquest’anno di lavoro che mi aspetta, bisognerà avere nella cassetta degli attrezzi questo: 

  • Tanta empatia e pazienza: avere a che fare con i bambini non è semplice, soprattutto se bisogna spiegare le dinamiche di quanto può essere atroce la guerra, per cercare di instillare in loro una vera e propria coscienza di pace
  • Essere aperti al confronto: la mia è una grande associazione, con tantissime persone che lavorano da anni su temi più disparati. È un’esperienza che sicuramente fa crescere tantissimo, ma che ti deve portare ad avere la volontà di confrontarsi sempre e mettersi in gioco
  • Avere fiducia: iniziare questo percorso ti può portare a volte ad essere indeciso sul tuo futuro, che magari potrai vedere incerto, ma credo che fidarsi delle persone con cui lavori e affidarsi a chi ti seguirà, sarà sicuramente la chiave di volta di quest’esperienza.

Un caro saluto.

38. Caro Giulio, 

ho iniziato la formazione per il Servizio Civile e sento di voler condividere con te che, secondo me, questo anno di servizio si può fare se nella tua cassetta degli attrezzi hai:

a. Fiducia in te stesso e fiducia negli altri

b. Disponibilità a uscire dai tuoi schemi, dalle tue paure irrazionali

c. Forza, forza di donare qualcosa di te, forza di lasciare andare qualcosa di te, forza di lasciar entrare in contatto con te qualcosa che non conosci. 

Non avere paura di impegnarti. Non avere paura di donare, e vedrai che sarà tanto anche quello che riceverai per te. 

Buon Servizio Civile!

39. Cara Lucia,

in questi giorni di formazione di servizio civile ho capito che per fare al meglio questo lavoro per il mio progetto (Facciamo la differenza senza fare differenze) bisogna mettere nella cassetta degli attrezzi tre concetti fondamentali:

 l’empatia che bisogna essere utilizzata in modo che poi l’altro possa essere effettivamente aiutato e non si senta solamente dire “ti capisco”

 il dare che si deve basare su uno sguardo di comprensione dei bisogni dell’altro e non un dare che soddisfi quelli che sono i miei interessi

– la fiducia che devo avere verso il progetto al quale ho aderito, verso l’altro che intendo aiutare in un’ottica di condivisione

Grazie 

40. Cara Lucia,

per quest’anno di servizio civile, nella tua cassetta degli attrezzi ti serviranno i seguenti punti:

– Disponibilità: perché il SCU è una scelta consapevole per essere al servizio della comunità e del progetto.

– Altruismo: che secondo me è la base del “servizio”. In questo percorso, riscontrerai crescita personale ma crescerai molto di più se dai ciò che puoi agli altri.

– Rispetto: perché scegli di firmare un contratto con un ente e dovrai rispettare orari e richieste. Considera comunque che ci sarà dialogo per queste ultime cose e anche in quell’occasione dovrà esserci rispetto reciproco per vivere più serenamente l’anno che ti aspetta.

– Creatività: perché non dovrai vivere e soddisfare le richieste del SCU passivamente. Le tue idee potrebbero aiutare sia la comunità nella quale effettuerai il servizio, sia l’ente che te lo propone.

Che possa essere un anno sereno, saluti. 

41. Caro Giulio,

per quest’anno nel servizio civile, nella tua cassetta degli attrezzi ti servirà:

– Motivazione: come spinta a fare e dare del tuo meglio nel progetto che scegli.

– Serietà: perché, nonostante tu sia un volontario, hai orari e responsabilità da rispettare.

– Credere in quello che fai: per essere determinato a portare a termine il progetto con volontà dall’inizio alla fine.

– Intraprendenza: perché il SCU non sia passivo e perché tu possa immergerti attivamente nella comunità.

Buona fortuna.

42. Cara Lucia.

non ho ancora iniziato il servizio, stiamo facendo solo formazione e ti devo dire in confidenza che ho grandi aspettative per quest’anno, soprattutto se nel tuo bagagliaio hai 

a) degli obbiettivi chiari, 

b) cercare di coinvolgere nei tuoi progetti sia adulti che ragazzi così da far interagire più persone,

c) essendo che io avrò molto a che fare con ragazzi/e immigrati di qualsiasi età cercare di far conoscere le religioni etnie, lingue di tutti i paesi così da essere in un ambiente di amicizia e cercare di fare rispettare a tutti o almeno provarci le opinioni altrui. 

Ti saluto. 

43. Caro Giulio,

sto facendo formazione per il servizio civile e, per affrontare l’anno che mi aspetta, secondo me è necessario adottare certi comportamenti e avere un certo modo di vedere le cose e il mondo. Sono i seguenti:  

  • Disponibilità rendersi disponibili ogni volta che qualcuno ci chiede qualcosa, essere volenterosi, con voglia di fare e sperimentare senza presunzione.  
  • Fiducia verso sé stessi e verso gli altri, senza la fiducia non può esserci una sana relazione/cooperazione. 
  • Mentalità aperta a cercare, anche se non si è soliti farlo, di vedere il mondo e le cose sotto un punto di vista diverso, capovolgere lo sguardo e guardare oltre. Tollerare il più possibile atteggiamenti che per noi o per tutti non sono consoni al contesto finché si può. Nel caso in cui questi comportamenti portassero a malesseri e situazioni scomode è necessario Comunicare con gli altri (colleghi, responsabili) per risolvere al più presto, prima che si arrivi a sentimenti negativi come rabbia e frustrazione.

Per maggiori informazioni: https://www.cercasiunfine.it/meditando/articoli-cuf/car-volontari-ti-consiglio-di-a-cura-di-rocco-dambrosio#.Yqwq06HP2M9

Cipsi Onlus

Solidarietà e Cooperazione CIPSI è un coordinamento nazionale, nato nel 1985, che associa oltre 40 organizzazioni non governative di sviluppo (ONGs) ed associazioni che operano nel settore della solidarietà e della cooperazione internazionale. Solidarietà e Cooperazione CIPSI è nato con la finalità di coordinare e promuovere, in totale indipendenza da qualsiasi schieramento politico e confessionale, Campagne nazionali di sensibilizzazione, iniziative di solidarietà e progetti basati su un approccio di partenariato. opera come strumento di coordinamento politico culturale e progettuale, con l’obiettivo di promuovere una nuova cultura della solidarietà.