martedì, Maggio 21, 2024
(in evidenza)Rivista Solidarietà internazionale

LA STRAGE DEGLI INNOCENTI

Anticipiamo un articolo della rivista Solidarietà internazionale che uscirà a dicembre 2023, a cura di Luisa Morgantini.

La strage degli innocenti

di Luisa Morgantini

Il popolo palestinese è stato sottoposto a 56 anni di soffocante occupazione. Hanno visto la loro terra divorata dagli insediamenti e tormentata dalla violenza. La loro gente sfollata e le loro case demolite. Israele ha sganciato più di 25.000 tonnellate di esplosivo. Crimini di guerra condotti con la complicità dei nostri governi. L’urgenza è cessare il fuoco e impedire che i palestinesi vengano cacciati nel deserto del Sinai.

Pietà l’è morta!

Sono ossessionata da questa frase in questi lunghi giorni di dolore, rabbia, indignazione.

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite continua a non essere in grado di chiedere almeno il Cessate il Fuoco. Veto da parte degli Usa e di Israele con qualche isoletta sparsa nel Pacifico.

La maggioranza dei governi europei, compreso il nostro, si astiene dal voto per il cessate il fuoco dell’assemblea generale delle Nazioni Unite, mentre 120 paesi dell’altra parte del mondo (tranne qualche lodevole eccezione europea che ha votato sì), fuori dall’alleanza occidentale, votano a favore. Solo il 15 novembre chiede tregua, con astensione degli Usa, Inghilterra (che non votano neppure per la tregua), e Russia (voleva il cessate il fuoco).

Israele ha sganciato più di 25.000 tonnellate di esplosivo dal 7 ottobre (la bomba di Hiroshima era di 15.00 tonnellate).

L’ONU SPODESTATA.

L’ ONU, è stata via via spodestata dalle sue funzioni a partire dalla prima Guerra del Golfo, del 1991, e da tutte le guerre successive, condotto da coalizioni di paesi e non dall’Onu, che hanno destabilizzato il Medio Oriente, provocato centinaia di migliaia di vittime, ristabilito il potere dei Taliban in Afghanistan, stabilito ulteriori basi militari Usa, e inferto colpi mortali alle nostre democrazie. Mi fermo qui.

Riusciremo a far svolgere all’Onu il compito affidatogli dalle nazioni dopo la seconda guerra mondiale? Dovremmo rilanciare la campagna per l’eliminazione del veto imposto dai paesi vincitori?

Penso proprio di si.

Quando il Segretario generale dell’Onu, Gutierrez, parla da Rafah di fronte ai camion di beni di prima necessità per Gaza, che per i bombardamenti Israeliani non vengono fatti passare, viene deriso da giornalisti e opinionisti nei nostri media – che mostrano solo la loro corruzione, ignoranza dei fatti e i loro pregiudizi -, perché afferma la verità: “È importante riconoscere che gli attacchi di Hamas non sono avvenuti nel vuoto. Il popolo palestinese è stato sottoposto a 56 anni di soffocante occupazione, hanno visto la loro terra costantemente divorata dagli insediamenti e tormentata dalla violenza; la loro economia soffocata; la loro gente sfollata e le loro case demolite. Le speranze di una soluzione politica alla loro situazione sono svanite. Ma le rimostranze del popolo palestinese non possono giustificare gli spaventosi attacchi di Hamas. E questi terribili attacchi non possono giustificare la punizione collettiva del popolo palestinese”.

Al solito l’ambasciatore Israeliano all’Onu con l’arroganza che distingue la diplomazia israeliana (basta pensare all’ ex ambasciatore israeliano in Italia che su rete4 dice: “Dobbiamo distruggere Gaza, il male assoluto”), tuona chiedendo le dimissioni del segretario generale dell’Onu. Non è stata la prima volta, in altri interventi ha stracciato platealmente le risoluzioni Onu che chiedevano il rispetto dei diritti umani e il blocco della costruzione degli insediamenti coloniali.

LA PULIZIA ETNICA DELLA PALESTINA.

Ma Israele è completamente impunita e sa che lo sarà ancora utilizzando al massimo il ricatto dell’antisemitismo e dell’ Olocausto (anche se non sono quelle le ragioni della difesa di Israele da parte degli Occidentali) e si accinge a portare a compimento quello che Ben Gurion aveva iniziato, la pulizia etnica della Palestina, iniziata nel ‘48 con la cacciata di più di 750.000 palestinesi e la distruzione di 480 villaggi palestinesi, la Nakba, continuata in tutti questi anni con la “deportazione silenziosa” come l’ha chiamata BetSelem ed ora esplicitata a gran voce nei vari interventi e nei fatti da ministri quali Ben Gvir e Smotrich con i loro parlamentari e il beneplacito di Netaniyahu.

A noi è ben chiaro che lo Stato di Israele non solo non rappresenta tutti gli ebrei nel mondo ma invece uccide la cultura ebraica che tanto ha dato e dà all’umanità intera. Basti pensare agli ebrei americani di Jewish voice for peace, hanno occupato il parlamento Usa chiedendo il cessate il fuoco subito e stop agli aiuti Usa ad Israele, ed anche ai giovani ebrei italiani del Laboratorio antirazzista che chiedono la fine dell’occupazione militare e dell’apartheid. E soprattutto ai giovani refusnik israeliani che vanno in carcere e si rifiutano di servire in un esercito invasore, agli attivisti che agiscono insieme ai palestinesi per difenderli dagli attacchi dei coloni, che pur tramortiti dall’attacco di Hamas, continuano ad andare alla radice del problema: la colonizzazione, l’occupazione e l’apartheid praticata di Israele nei confronti della popolazione palestinese.

Ora, l’urgenza è cessare il fuoco, non tregue ma cessare il fuoco, portare gli aiuti umanitari, dare i visti a chi vuole uscire, impedire che i palestinesi vengano cacciati nel deserto del Sinai, liberare gli ostaggi cosi come richiesto dalle famiglie israeliane, attuando uno scambio di prigionieri (sono più di diecimila i prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane tra loro 370 minori e 1.700 in detenzione amministrativa, molti di loro da anni e anni, senza processo e senza accuse), ma, Netanyahu bombarda anche gli ostaggi.

GAZA STA MORENDO.

Vediamo Gaza morire momento dopo momento, rasi al suolo interi quartieri, vediamo i bambini estratti dalle macerie con gli occhi sbarrati e il corpo tremante, gli ospedali senza più medicinali, i bambini e uomini e donne, amputati ed operati senza anestesia nei cortili degli ospedali. Ospedali che oggi non ci sono più, scuole, case chiese e moschee. A Gaza muore l’umanità, e il diritto internazionale.

Ogni giorno le cifre delle vittime salgono, più di 5.000, bambini uccisi a Gaza che almeno non soffrono più, mentre soffrono i feriti che non possono essere curati, la fame , la sete, la mancanza di elettricità. Crimini di guerra che sono condotti con la complicità dei nostri governi. Ma non è solo Gaza sotto attacco, in Cisgiordania, dal 7 ottobre ai palestinesi viene impedita ogni libertà di movimento, con la paura costante delle evacuazioni forzate, arresti di minori ,case demolite, ogni giorno progrom di coloni messianici che occupano le terre palestinesi e che attaccano villaggi e sparano, protetti dall’esercito israeliano, che devasta case, tortura gli arrestati, sotto attacco anche i palestinesi in Israele, alla Knesset vi è in discussione una legge che prevede oltre il carcere, l’espulsione dal paese e la sottrazione della cittadinanza, nel caso di post sui social che solidarizzano con i loro fratelli di Gaza o della Cisgiordania.

Il diritto internazionale è calpestato non solo da Israele, ma da tutte le istituzioni della comunità internazionale. La Corte Penale Internazionale, dovrebbe agire urgentemente ed arrestare Nethanyhau e i sui generali, ma dovrebbe anche indagare sulle responsabilità di Biden e dei leader Europei – in primis Ursula Van der Layen – per complicità con Israele. Più di 500 avvocati internazionali hanno presentato denuncia al procuratore della corte penale Internazionale per il Genocidio israeliano a Gaza.

La solidarietà e l’empatia con il popolo palestinese si sta manifestando nel mondo. soprattutto tra i giovani, non invece tra i governi scrive Michel Warshasky, noto attivista israeliano:

“Vedo in Occidente, in particolare in Francia, dibattiti pietosi che non sono all’altezza dell’estrema gravità del momento. Invece di usare tutte le loro leve per imporre un cessate il fuoco immediato, molti leader politici preferiscono giurare fedeltà a Israele. Davanti agli occhi del mondo intero, sono complici di un crimine contro l’umanità”.

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Ufficio stampa

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