Comunicazione

Sui Social, contrastare un racconto del fenomeno migratorio basato su stereotipi richiede un approccio attivo, strategico ed empatico, basato sulla diffusione di informazioni corrette, narrazioni alternative e pensiero critico. L’obiettivo è sostituire la paura e la disinformazione con empatia, verità e storie umane.
Con la nostra Campagna social:
Smentiremo i miti (Myth-busting) e useremo i fatti
- Useremo il metodo del “Fact Sandwich”: Quando si corregge una fake news, la struttura efficace è: Fatto -> Mito -> Fallacia -> Fatto. Inizia e finisci con la verità, mettendo al centro la confutazione del falso.
- Condivideremo dati e ricerche attendibili: Usare statistiche ufficiali per contrastare affermazioni sensazionalistiche.
- Prebunking (Pre-bunking): Anticipare le narrazioni false prima che si diffondono, preparando le persone a riconoscerle e resistervi.
Linguaggio e Comunicazione
- Useremo un linguaggio “People-First”: Parlare di “persone”, non di etichette come “illegali”, “clandestini” o termini disumanizzanti.
- Evitaremo la condivisione di contenuti d’odio: Anche criticare un video razzista ricondividendolo ne aumenta la visibilità (engagement). È meglio non amplificarlo, ma segnalarlo.
Diffonderemo narrazioni alternative (Counter-narratives)
- Valorizzare le voci dei migranti: Dare spazio diretto alle storie, esperienze e volti dei migranti e rifugiati per umanizzarli e rompere l’immagine stereotipata di “vittima passiva” o “minaccia”.
- Condividere storie positive ed empatiche: Creare contenuti che facciano appello ai valori condivisi, alla solidarietà e mostrino il contributo dei migranti alle società di destinazione.
- Focus sulla comunità: Raccontare storie che uniscono piuttosto che dividere.
In sintesi
Creare un racconto diverso non sta solo nel correggere i fatti, ma nel dar vita a narrazioni più giuste, umane e basate sull’empatia.
