giovedì, Aprile 16, 2026

Comunicazione

Sui Social, contrastare un racconto del fenomeno migratorio basato su stereotipi richiede un approccio attivo, strategico ed empatico, basato sulla diffusione di informazioni corrette, narrazioni alternative e pensiero critico. L’obiettivo è sostituire la paura e la disinformazione con empatia, verità e storie umane. 

Con la nostra Campagna social:

Smentiremo i miti (Myth-busting) e useremo i fatti

  • Useremo il metodo del “Fact Sandwich”: Quando si corregge una fake news, la struttura efficace è: Fatto -> Mito -> Fallacia -> Fatto. Inizia e finisci con la verità, mettendo al centro la confutazione del falso.
  • Condivideremo dati e ricerche attendibili: Usare statistiche ufficiali per contrastare affermazioni sensazionalistiche.
  • Prebunking (Pre-bunking): Anticipare le narrazioni false prima che si diffondono, preparando le persone a riconoscerle e resistervi. 

Linguaggio e Comunicazione

  • Useremo un linguaggio “People-First”: Parlare di “persone”, non di etichette come “illegali”, “clandestini” o termini disumanizzanti.
  • Evitaremo la condivisione di contenuti d’odio: Anche criticare un video razzista ricondividendolo ne aumenta la visibilità (engagement). È meglio non amplificarlo, ma segnalarlo. 

Diffonderemo narrazioni alternative (Counter-narratives)

  • Valorizzare le voci dei migranti: Dare spazio diretto alle storie, esperienze e volti dei migranti e rifugiati per umanizzarli e rompere l’immagine stereotipata di “vittima passiva” o “minaccia”.
  • Condividere storie positive ed empatiche: Creare contenuti che facciano appello ai valori condivisi, alla solidarietà e mostrino il contributo dei migranti alle società di destinazione.
  • Focus sulla comunità: Raccontare storie che uniscono piuttosto che dividere. 

In sintesi

Creare un racconto diverso non sta solo nel correggere i fatti, ma nel dar vita a narrazioni più giuste, umane e basate sull’empatia