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Inaugurata fabbrica di ghiaccio a Thiaroye Sur Mer (Senegal), con il contributo dell’8xmille della Chiesa Valdese

Il 15 luglio 2023 è stata inaugurata la fabbrica di ghiaccio prevista dal progetto “Produzione di ghiaccio per la conservazione e commercializzazione del pesce a Thiaroye sur Mer” in Senegal, con l’obiettivo di favorire la conservazione e la vendita del pescato e quindi la pesca, principale attività locale. La fabbrica è stata realizzata dal CIPSI con il contributo dell’8xmille della Chiesa Valdese.

All’inaugurazione hanno presenziato Guido Barbera, presidente del CIPSI, il sindaco Me El Mamadou Ndiaye, il sotto prefetto e Yayi Bayam Diouf, vicesindaca e presidente dell’associazione COFLEC, Collectif des femmes pour la lutte contre l’émigration clandestine, e parte della comunità di Thiaroye.

Dopo una calorosa accoglienza da parte di donne griots che hanno cantato e ballato in abiti tradizionali senegalesi, ha avuto inizio l’inaugurazione e la prima visita ufficiale alla fabbrica, condotta da Madame Yayi, dirigente della fabbrica durante la fase di avvio.

Donne griot che ballano in abiti tradizionali senegalesi

Durante l’inaugurazione era presente anche la tecnica Safietou Sakho, che ha spiegato nei dettagli il funzionamento della fabbrica. Essa prevede due sistemi: uno per la produzione del ghiaccio e uno per la conservazione del pesce.  Questi due sistemi corrispondono a due stanze, nella prima il ghiaccio scende da un buco nel soffitto su delle cassette, la seconda è una camera fredda negativa in cui la temperatura va dai -18 a 0 gradi. Sopra queste due camere si trova un gruppo freddo con compressore, evaporatore e condensatore.

Ogni giorno vengono così prodotte 2 tonnellate e mezzo di ghiaccio, una quantità non ancora sufficiente per soddisfare il bisogno di tutti pescatori ma che rappresenta un notevole miglioramento per l’intera comunità. La fabbrica è aperta tutti i giorni, viene chiusa solamente dalle 19 alle 23, ovvero la fascia oraria nella zona con il consumo maggiore di elettricità, per cui tenere aperta la fabbrica comporterebbe un costo eccessivo.

Le donne dell’associazione COFLEC gestiscono la produzione di ghiaccio e i locali refrigerati e, oltre alla tecnica, nella fabbrica lavorano la direttrice, un guardiano, un contabile, un segretario e due venditori di ghiaccio. In questo modo la fabbrica non solo aiuta i pescatori a conservare, lavorare e vendere il pesce ma crea nuovi posti di lavoro per i giovani locali e favorisce l’economia di Thiaroye sur Mer.

Una donna mentre lavora

Per anni per conservare il pesce e poterlo vendere anche in località lontane i pescatori hanno comprato scarti di ghiaccio, che però non erano igienici e di qualità, per cui non duravano. Per questa ragione molto spesso i pescatori erano costretti a buttare il pesce o a provare a venderlo in giornata a un prezzo molto basso non guadagnando nulla. Questa difficoltà ha portato a un impoverimento dei pescatori che a sua volta ha spinto sempre più giovani locali a tentare l’immigrazione clandestina in cerca di condizioni di vita migliori. Tanti di loro hanno così perso la vita.

La fabbrica nasce quindi con due obiettivi: esportare il pesce in tutto il Senegal e fuori dal paese per favorire l’economia senegalese e lottare indirettamente contro l’immigrazione clandestina.

*Questo articolo è pubblicato nel n. 1/2023 della rivista Solidarietà internazionale. L’autrice è Benedetta Tonarelli (volontaria in Servizio Civile Universale in Senegal).

Ufficio stampa

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