LA RIUNIONE DI LUANDA
Joao Luorenço, Presidente dell’Angola, è stato ufficialmente incaricato di preparare e guidare il prossimo “Dialogo sul Congo”, all’insegna del cessate il fuoco. Questo il risultato della riunione tenutasi a Luanda nella prima metà del mese di febbraio, che pone sulle spalle di Luorenço un peso non indifferente: riuscirà a persuadere tutti gli oppositori? Per raggiungere tale scopo sarà necessario, certamente, far valere tutta la sua influenza, contando anche sul sostegno da parte dell’Unione Europea. Ancora una volta, il governo congolese sceglie di privilegiare la via diplomatica affermando con decisione la difesa dell’integrità territoriale e la sicurezza della popolazione dell’Est.
Nel frattempo, mentre la Comunità internazionale moltiplica le iniziative in favore di un cessate il fuoco, la ribellione del M23/AFC annuncia un rafforzamento delle sue capacità militari: più di 7 mila militari appena formati sono stati integrati tra gli effettivi operazionali al fronte. Il linguaggio del Movimento ribelle rimane, dunque, marziale. D’altro canto, la voce del Dott. Denis Mukwege risuona ancora una volta in maniera chiara per indicare gli obiettivi veri che la politica congolese deve perseguire, se vuole essere coerente col principio: “Le Congo d’abord!”, ovvero “Prima di tutto il Congo!”.
